Pepito Rossi is back: quel gol senza esultare in segno di rispetto

Dopo 4 anni è tornato al gol in Serie A Pepito Rossi. Ha deciso però di non esultare, per rispetto verso la sua ex squadra, la Fiorentina.

di Nicola Pintus
Nicola Pintus
(20 articoli pubblicati)
Pepito Rossi

Per ogni calciatore fare gol è sicuramente la cosa più bella da realizzare dentro il rettangolo di gioco. Corri, sudi, arrivi fino alla porta e quando segni sei all'apice della felicità: puoi finalmente urlare, saltare ed abbracciare i tuoi compagni. Alcuni giocatori però, in determinate circostanze, quando segnano decidono di non esultare. Alzano le mani quasi in segno di resa e cercano di non incrociare gli sguardi degli altri compagni, per essere coinvolti il meno possibile nel festeggiamento. In un certo senso si sentono quasi "in colpa" per il gol, in virtù del loro passato (lontano o abbastanza vicino), debitori verso quella squadra e quella tifoseria, ora avversaria, che tanto li ha acclamati in passato e decidono così di non festeggiare, "strozzando” la loro gioia in segno di rispetto.

Nelle ultime settimane è stato un gesto abbastanza ricorrente. Nell’andata delle semifinali di Champions League l’attaccante egiziano del Liverpool Mohammed Salah, dopo aver fatto un bellissimo gol contro la Roma (tiro a giro di sinistro che ha accarezzato la traversa prima di infilarsi all’incrocio), si è fermato come se gli avessero appena annullato la segnatura ed alzando le braccia la cielo, sembrava quasi chiedere “scusa” alla sua ex squadra. Come non biasimarlo, per lui i due anni precedenti a Roma hanno rappresentato il “trampolino di lancio” verso il momento magico che sta vivendo ora al Liverpool, in lotta per la Scarpa d’oro ed in lista tra i papabili vincitori del Pallone d’oro.

Sempre in Champions un altro giocatore ha preferito questo gesto dopo la rete, in segno di rispetto verso la sua ex squadra: il colombiano James Rodriguez, ora in forza al Bayern Monaco. Segnare al Santiago Bernabeu di Madrid dev’essere già di suo qualcosa di indescrivibile, figurarsi quando sigli una rete che potrebbe farti accedere alla finale di Champions League. Eppure anche lui ha deciso di non esultare, unendo le mani come in segno di preghiera e facendo un giro su sé stesso, per chiedere quasi perdono a tutto il pubblico del Bernabeu, memore dei suoi gloriosi trascorsi al Real Madrid nelle stagioni passate.

Arriviamo quindi a domenica scorsa, dove c’è stato il ritorno al gol in Serie A dopo quattro lunghissimi anni di un calciatore piuttosto sfortunato in termini di infortuni: Pepito Rossi. Il destino ha voluto che facesse la sua prima rete, dopo tutto quel tempo, proprio a quella squadra che tanto aveva creduto in lui, la Fiorentina, che lo aveva acquistato quando era ancora infortunato per una cifra piuttosto alta, che tanto lo aveva aspettato (quasi otto mesi prima della sua prima partita in viola) e che tanto lo aveva valorizzato (21 partite e 16 gol quell’anno!) fino all’ennesima rottura del legamento crociato.

Pepito non si è però dimenticato tutto il suo trascorso a Firenze, tutto l’affetto ricevuto, soprattutto nei momenti più difficili della sua esperienza fiorentina. Così dopo il gol, dopo quella rete che aspettava da così tanto tempo, ha deciso comunque di non esultare, mandando solo un timido bacio verso la curva dei suoi “nuovi” tifosi genoani.

Caro Pepito da tifoso viola ti dico che avresti potuto anche esultare, perché ne avresti avuto tutto il diritto del mondo, visto e considerato tutti gli anni difficili che hai dovuto passare, ma non l’hai fatto e stavolta sono io che ti dico “grazie”, perché con quel gesto hai reso tanto onore al popolo viola e questo la dice lunga sul tuo bellissimo rapporto con la Fiorentina. Spero che questo gol, anche se non assaporato fino in fondo, possa essere il primo di tanti per farti tornare quel Pepito di un tempo, un fuoriclasse capace con una rete di trascinare tutto lo stadio verso traguardi insperati (magico quel 4 a 2 in rimonta contro la Juve!). Anche se con un'altra maglia, sarò sempre tuo tifoso, perchè per me Pepito sei un grande uomo, prima di essere un grande calciatore.

Momo-James
Fonte: l'autore Nicola Pintus

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