Una vita da film: 60 anni di Diego Armando Maradona

"Pensa che giocatore sarei potuto essere se non avessi preso la cocaina. Che giocatore abbiamo perso", dirà lui stesso nel documentario di Kusturica

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(362 articoli pubblicati)
Aldosivi v Gimnasia y Esgrima La Plata -

"Pensa che giocatore sarei potuto essere se non avessi preso la cocaina. Che giocatore abbiamo perso", dirà lui stesso nel documentario di Kusturica. Dopo il ritiro è la riabilitazione a occupare le giornate di Maradona.

Ogni tipo di rinascita, ogni tipo di caduta. Overdose di qualsiasi cosa, ubriacature moleste, un demone che appare ogni volta quando tutto sembra passato.

60 anni di Diego Maradona, inutile raccontarne le gesta calcistiche. Ha inebriato gli appassionati con giocate impossibili, con numeri che solo ad un alieno sembravano normali. Ha trasformato la povertà in una enorme ricchezza, è stato capace di irridere e deridere imperialisti e sovranisti del pallone.

Cadere nel banale è facile, quando si parla di un grande campione: ma Diego Armando Maradona ha scelto una vita da film cui sembrava scontato più volte il finale. E' riemerso in mille modi quando lo si dava già per annegato e morto.

I suoi chili in più sono il peso dei suoi eccessi, li ha guadagnati e persi: come i tanti soldi che solo il suo nome poteva guadagnare e farsi portare via.

Diego Maradona è stato ed è una icona del suo tempo, inimitabile, talentuosa all'eccesso come i suoi demoni, ha segnato una epoca d'oro con il suo modo di essere unico, sofferto, insopportabilmente amato e sopportabilmente odiato.

Se prima del suo "Avvento" si parlava di Avanti e Dopo Cristo per datare i nostri giorni e i nostri anni, al suo arrivo si è sempre sostenuto che Napoli prima di Diego, e dopo di lui non sarebbe stata più la stessa. E così è stato!

I riflettori su quel pallone lanciato nello spazio nel giorno della sua presentazione al San Paolo hanno portato ad altezze siderali la città campana: Partenope nella antica mitologia greca era una sirena. Era la dea protettrice di Napoli e "el diez" era diventato il suo nuovo nume protettore.

Come San Gennaro, più di San Gennaro,  Diego ha fatto liquefare non solo il suo sangue, ma ha compiuto il miracolo di creare un Napoli da Scudetto, tronfiante e orgoglioso in Europa nella notte di Stoccarda. Dopo di lui il nulla, fallimenti, retrocessioni, umiliazione e ora una faticosa rinascita: ma mai più come a quel tempo.

Maradona come uomo politico poi, odiato ed amato, ha mosso popoli e generazioni a combattere le sue battaglie. E' riuscito a fare tifare Argentina alla città partenopea in quella tragica notte di Italia90. E in quella notte ha segnato la sua fine di coperture e omissioni ed è stato punito: Dio era sceso sulla terra, non l'avevano riconosciuto o lo avevano visto proprio bene, ed era giusto ucciderlo. Non sarebbe resuscitato più, la sua dipendenza da donne, droga e alcool sarebbe venuta fuori e mai come nel suo caso era il segreto di Pulcinella.

Però che belle storie ci ha regalato questo piccolo scricciolo di Villa Fiorito, quando commettendo un crimine sportivo aveva vinto la sua personale guerra contro la Perfida Albione ingleseLa mano di Dio, ovvero la sua mano che ingannava l'arbitro. La beffa criminosa che avrebbe potuto costargli una carriera subito dopo annientata da un goal memorabile superando in dribbling tutta la nazionale avversaria.

Diego era così: irriverente e imprevedibile.

Poi, spentisi i riflettori e dopo un tentativo di ritorno assassinato dal suo nemico giurato Blatter, la vita ha presentato il conto. I vizi hanno trasformato Diego Maradona nella parodia triste di sé stesso. Vederlo completamente ubriaco in tribuna ai mondiali in Russia è stato tragico e penoso.

Ma quanto ci ha fatto sognare il 10. Quante emozioni ha creato anche nei suo irriducibili avversari, cosa ci ha fatto vedere!

A Napoli recitano in suo onore una preghiera: il "TE DIEGUM".

Oggi, a sessant'anni Maradona è ancora in panchina, quella del Gimnasia La Plata, squadra con cui ha rinnovato fino al 2021 e che l'anno scorso gli ha regalato un trono per assistere alle partite da bordo campo. Come si addice a un re. 

SSC Napoli Archive
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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