Le strade che ci ha indicato il Derby del Sole

Temi e spunti offerti dal big match del San Paolo: la Roma, dominata per gran tratti della gara, ha sfiorato la terza vittoria consecutiva a Napoli

di Riccardo Benedetti
Riccardo Benedetti
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SSC Napoli v AS Roma - Serie A

Happy birthday to you! - Alla vigilia del match, se l'era auspicato. El Shaarawy sblocca le marcature al San Paolo ottenendo il primo sangue dell'incontro, nel suo secondo giorno da 26enne. Il contributo di Cengiz, il movimento geniale di Dzeko, ma poi a metterla dentro è lui, calciando esattamente sul palo interno.  Partita di grande sacrificio per l'italo-egiziano, con ripiegamenti continui e una vivacità non banale, sicuramente tra i migliori in campo. Il Napoli è la squadra che ha segnato più gol nei primi 15' in questa Serie A, il Faraone ospite maleducato al 14' si fa gli auguri di compleanno.

Rui(z) - La fascia sinistra del Napoli è tradizionalmente la catena con maggiori responsabilità creative. Il terzino portoghese spinge costantemente: sebbene non sempre lucidissimo e nonostante le sue scelte non si traducano costantemente in esiti di alta qualità, l'ex giallorosso è un instancabile stantuffo. Il centrocampista ex Betis, invece, mostra partita dopo partita qualità impressionanti: ridurre la sua partita a un'azione è riduttivo, ma non si può non menzionare lo slalom tra i difendenti giallorossi, messi a sedere come birilli prima di scaricare su Insigne (salvataggio provvidenziale di Manolas).

Capitani coraggiosi, furbi contrabbandieri bosniaci - La Roma si rivela De Rossi-dipendente. Il capitano giallorosso, nonostante il peso degli anni, risulta sempre tra i migliori anche sotto il profilo della tenuta atletica e dei chilometri percorsi a fine gara. Ma a fare la differenza è la sua capacità di lettura, il suo senso della posizione, la sua abilità nei disimpegni e nella gestione del pallone. E' ormai da qualche anno che il capitano sta vivendo una seconda giovinezza e la sua uscita dal campo al 43' lo certifica. La Roma perde metri, uno spaesato Cristante corre sempre all'indietro senza mai accorciare efficacemente in avanti. La fascia passa a Edin Dzeko, che al San Paolo ha uno score invidiabile ma che non riesce a ripetersi pur presentandosi due volte al cospetto di Ospina: la prima volta su una giocata illuminante di Under, si fa sporcare il dribbling dal portiere colombiano per poi da posizione defilata cercare la porta sguarnita del portiere sì ma non di Albiol che sulla linea respinge; la seconda volta è forse un po' troppo molle sulla spinta che gli arriva da dietro - oppure appunto, fa il furbo come ha detto Lazzari di se stesso sul contatto con Luca Pellegrini a Roma - Massa pensa che abbia simulato un contatto con Ospina e lo ammonisce (misura eccessiva). In mezzo ai due episodi il movimento geniale con cui tira fuori Hysaj dalla marcatura su El Shaaraawy in occasione del gol del Faraone.

Il dominio del Napoli - I partenopei hanno prodotto una mole di gioco enorme, con il 63% del possesso palla, 26 tiri e 48 cross. Dominio territoriale imbarazzante, con la Roma costretta nella propria metacampo (rievocando l'ultimo Inter-Roma, 1-1 finale con primo gol proprio di El Shaarawy difeso da un catenaccio atipico per i capitolini con rete di Vecino subìta nel finale) a giocare come ha fatto notare Ancelotti una gara a lei non congeniale. Il Napoli sembra aver maturato consapevolezze di gioco importanti, cercando pericolosamente il pareggio per tutta la partita: arrivato però solo alla fine, forse non a caso. La Roma ha difeso con un baricentro bassissimo, negando gli spazi di mezzo agli avversari e costringendoli ad una circolazione perimetrale e all'abuso di traversoni, arma statisticamente inefficace specie contro la statura media dei romanisti (sebbene proprio da un traversone sia arrivato il gol del pareggio al 90'). Indicazioni non rassicuranti sono arrivate dalla scarsa freddezza dei padroni di casa sottoporta, complice anche una serata non ispiratissima per Insigne e Milik, compensata parzialmente da un Mertens indiavolato. Il Napoli ha calciato cinque volte nello specchio di Olsen contro i quattro tentativi della Roma nello specchio di Ospina sugli 8 totali: un margine di miglioramento per la macchina di Carlo Ancelotti.

Fonte: l'autore Riccardo Benedetti

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