La sconfitta a Genova brucia. Campanello d’allarme per il Napoli

Inaspettata debacle per la squadra di Ancelotti, che perde 3:0 contro Sampdoria. Difesa ballerina e sotto accusa. Il primo turn-over non sortisce effetti

di Antonio Salvati
Antonio Salvati
(78 articoli pubblicati)
Genova 02092018Serie ASampdoria-NapoliRa

Se devo essere sincero, il capitombolo del Ferraris non me lo aspettavo. Mi sarei aspettato, anzi, un Napoli diverso da quello percepito nelle prime due partite, nel quale questa squadra giocava, ma a segnare era l'avversario. E se Ancelotti afferma che il Napoli ha sempre sbagliato approccio mentale in queste prime tre gare, un minimo di preoccupazione inizio ad avvertirlo. Perché Ancelotti è un allenatore preso per dare proprio quella carica mentale che, a detta di molti, con Sarri mancava. Invece, a Genova, il Napoli ha disputato la sua peggior partita da almeno quattro anni: difficile ricordare una squadra così deconcentrata da offrire il fianco alla Sampdoria, che è stata brava, nulla da eccepire, a concretizzare le occasioni che si è creata, o che il Napoli ha concesso. Dipende dai punti di vista.

Sì, perché nonostante le prime due vittorie, il Napoli ha sempre lasciato intravedere delle falle, nelle quali gli avversari di turno, per bravura o per fortuna, hanno saputo approfittare, ma la nota dolente è che la curva progressiva dei gol presi è in costante crescita: un gol preso dalla Lazio, due dal Milan e, ieri sera, tre dalla Sampdoria. E sono tanti, troppi per una squadra che deve invece, su quell'aspetto, dimostrare di poter fare un passo avanti, per essere e confermarsi la prima antagonista della Juventus. Ma non così, non è questa la strada giusta.

Fortunatamente, la sosta sarà un toccasana per Ancelotti, per poter rivedere e correggere tutti gli aspetti che sono venuti a mancare in queste prime tre gare. Sembra paradossale a parlare in questo modo, dopo aver battuto Lazio e Milan, ma la sconfitta di Genova ha lasciato ferite dolorose e difficili da cicatrizzare. Però, da qui a mettere alla gogna Ancelotti ce ne passa: ricordiamoci che il mister, per quanto bravo possa essere, ha comunque bisogno di tempo per poter trasmettere le sue idee alla squadra, soprattutto quando si vanno a toccare meccanismi estremamente automatizzati come quelli imposti al Napoli da Sarri. 

Anche lo stesso Sarri partì malissimo, all'inizio della sua avventura a Napoli, ma a differenza di Ancelotti, allenatore fatto e finito, la cui carriera parla per lui, l'attuale tecnico del Chelsea era un fenomeno tutto da scoprire. Quindi, è naturale riporre molte aspettative in più su un allenatore che può vantare un palmares come quello di Carletto da Roma, pertanto una debacle come quella di Ferraris diventa, ancora di più, un sconfitta che fa rabbia, che fa tornare ai tempi di Benitez, quando la difesa del Napoli si sgretolava al minimo sollecito.

Parliamone: nelle prime tre partite il Napoli ha sempre subito gol nel primo tempo e, nello specifico, nella prima mezz'ora. Un dato allarmante che denota come, questa squadra, non scende in campo con la giusta concentrazione ed attenzione. Gravissimo. Poi, però, c'è da tener conto anche della bravura dell'avversario. I sei gol subiti sono stati frutto di azioni comunque pregevoli della squadra o prodezze individuali. Karnezis e Ospina, sembra una barzelletta, non hanno fatto una sola parata in tre partite, ma si ritrovano a dover difendere una delle porte più violabili della Serie A. Non è colpa loro, sia chiaro: gol come quelli di Defrel e Quagliarella sono imparabili per chiunque.

Purtroppo, le note dolenti provengono anche dall'attacco, stavolta a secco. Non sempre si può giocare a rincorrere il punteggio. Talvolta il giochino della "remuntada" riesce, altre volte meno. Bisognerebbe, pertanto, cercare di passare in vantaggio ed amministrare il punteggio. Diawara e Verdi non hanno inciso sul rendimento della squadra, anzi lo hanno peggiorato. Ovviamente, non si è perso a causa loro, ci mancherebbe e di sicuro non per colpa del turn-over. Chi ha deluso di più sono quelli dal posto sicuro, a partire da Insigne, Albiol e Koulibaly. Da loro c'è da aspettarsi un piglio più risoluto ed una voglia di riscatto che ieri sembrava essere rimasta a casa. Male.

Fonte: l'autore Antonio Salvati

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.