Hamsik addio, ora per il Napoli “ha da passà ‘a nuttata”

L'addio del capitano slovacco chiude di fatto un'era aperta dieci anni fa, e da il via al progetto Napoli 2.0 guidato da Ancelotti

di Marcello Lavetti
Marcello Lavetti
(94 articoli pubblicati)
Torino FC v SSC Napoli - Serie A

Napoli milionaria.  Nessuno meglio del grande Eduardo ha saputo spiegare l'animo del popolo napoletano, con tutti i suoi colori a volte troppo vivaci ma comunque sempre affascinanti e unici. Ora i tifosi  si trovano a superare il trauma dell'abbandono dello storico capitano Marek Hamsik, recordman di presenze e di reti in maglia azzurra e simbolo della rinascita coincisa con l'arrivo del Presidentissimo De Laurentiis. E così come nella commedia "Napoli milionaria" i protagonisti cercano la medicina che può salvare la vita alla piccola Rituccia, adesso anche per la squadra partenopea è arrivato il momento di trovare il rimedio che possa lenire la sofferenza per la rinuncia ad un simbolo così grande.  Un addio doloroso e accettato con grande compostezza da tutto l'ambiente, consapevole che ad un'offerta di ventisette milioni milioni per tre anni è impossibile dire di no. La Cina è vicina dice il proverbio, e mai come ora si scopre quanto ciò sia vero, soprattutto quando ballano certe cifre.

Il gioco delle coppie (con tris a sorpresa). La separazione da Marekiaro arriva con pochissimo preavviso e proprio nel bel mezzo della stagione, quando stanno per arrivare decisivi esami sia in campionato che in Europa League, competizione a cui la società tiene moltissimo, e che prevederà notevoli energie da profondere utilizzando al massimo le potenzialità della rosa a disposizione di Ancelotti. Resta da capire come verrà gestita la mediana dopo che anche Rog ha fatto le valigie per Siviglia. E' pur vero che l'esperimento di Hamsik in cabina di regia non ha dato i frutti sperati, ed ultimamente in quella posizione si sono alternati diversi elementi. Forse proprio l'idea di non essere più un fattore fondamentale ha dato l'input decisivo a Marek per la sua decisione, al di là dell'indiscutibile fascino esercitato dal vil denaro.                                                                                                       

Allan, smaltiti i mal di pancia parigini, dovrà essere più che mai il perno indiscusso del centrocampo. Sarà il brasiliano a dover farsi carico della leadership di reparto, affiancato probabilmente da un Fabian Ruiz che sta apprendendo in fretta i segreti del meneur de jeu. Il talento e la duttilità dello spagnolo saranno uno dei fattori decisivi nel prosieguo della stagione. In una mediana a quattro c'è anche l'opzioni muscolare Diawara o quella più squisitamente tecnica di Zielinski.  Se invece si giocasse a tre, esiste l'affascinante l'idea di un trio molto tecnico con Ruiz-Zielinski mezzali e Allan frangiflutti centrale.  Numericamente non esiste quindi una vera emergenza, ma di certo un giocatore in più avrebbe scongiurato l'emergenza dovuta ad infortuni o squalifiche.

Il dottor Carlo. L' addio di Hamsik è uno spartiacque  che separa le due ere della presidenza Aureliana, quella dell'inseguimento alla vetta e quella del consolidamento come big italiana ed europea. Dopo le  belle annate di Mazzarri, Benitez e Sarri, spese ad inseguire il sogno Scudetto senza però lasciare tracce evidenti oltre confine, non basta una semifinale di Europa League per avere la patente di grande europea, arriva ora la stagione 2.0 del Napoli. Necessario proporsi con continuità ad alti livelli nelle competizioni internazionali, possibilmente riempendo la bacheca sfruttando l'occasione di un'Europa League in cui gli azzurri non partono battuti con nessuno. L'esempio da seguire è quello dell'Atletico Madrid, che proprio vincendo la seconda competizione europea per importanza, ha posto le basi per poi arrivare due volte alla finale di Champions League.  E qui subentra il fattore Ancelotti. Non va dimenticato che stiamo parlando di uno degli allenatori più esperti e vincenti d'Europa, e proprio sulle sue  indiscusse capacità gestionali si fondano le speranze di successo dei partenopei. Insomma dottor Carlo, pensaci tu.

Fonte: l'autore Marcello Lavetti

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