Napoli-Inter 4-1:quando il gioco si fa duro l’Inter smette di giocare?

L'Inter perde per 4 a 1 a Napoli e adesso si complica la qualificazione alla prossima Champions League.

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(61 articoli pubblicati)
SSC Napoli v FC Internazionale - Serie A

Chi va piano va sano e va lontano? No, nel calcio questo detto non funziona e Spalletti sembra il primo a non averlo capito. L’allenatore dell’Inter prima del delicato match contro il Napoli di Ancelotti aveva detto come la partita fosse importante ma “non è la partita contro la Lazio dell'anno scorso, è una partita differente”. È un modo di pensare da calcolatore, da squadra provinciale. Si pensa ai punti di vantaggio rispetto alle inseguitrici e, in caso di mancata vittoria, c’è sempre una partita successiva in cui potersi riscattare e centrare la qualificazione alla prossima Champions League. Match-point continuamente mancati che hanno portato così la squadra di Spalletti a doversi giocare tutto all'ultima giornata, proprio come l’anno scorso. L’avversario sarà l’Empoli quartultimo in classifica e alla ricerca dei tre punti per l’ambita salvezza. Ma adesso torniamo al match contro il Napoli e tentiamo di fare un’analisi.

ANALISI
Un appunto è doveroso farlo rispetto a quanto detto sopra. Spalletti e l’Inter non hanno giocato per il pareggio, altrimenti il risultato non sarebbe stato affatto così pesante. Il gioco del mister toscano riesce a uscire fuori nelle partite aperte, quando anche gli avversari tentano di fare la partita, di aggredirti con un pressing alto. L’Inter ha fatto maggior fatica con avversari inferiori sulla carta che hanno affrontato la partita contro i nerazzurri con un atteggiamento più passivo, con poco pressing e con una squadra molto bassa a chiudere tutti gli spazi. Quindi la partita contro il Napoli, proprio per l’impronta di entrambe le squadre, era una partita aperta. E così è stato per i primi venti minuti di gioco. I nerazzurri iniziano bene il match e riescono anche ad uscire un paio di volte dal pressing avversario, arrivando in area avversaria. Al 16’ il Napoli passa in vantaggio e la partita cambia: Asamoah perde una brutta palla in uscita, Nainggolan non fa molto per intercettare il pallone in zona pericolosa così gli avversari rubano palla e Zielinski fa partire una botta da fuori area che si insacca sotto l’incrocio dei pali. Qui arriva la vera nota dolente che segnerà il proseguo della partita: l’Inter non ha alcuna reazione e comincia ad essere messa all'angolo da un Napoli che non molla la presa e continua a colpire l’avversario alla ricerca del KO. L’atteggiamento dei ragazzi di Spalletti con l’andare del match diventa sempre più inaccettabile. Al 37’ l’Inter ha un piccolo segnale di ripresa, ma si tratta di un fuoco di paglia: Lautaro servito in area da Perisic tira centrale e Karnezis para con i piedi.

Nella ripresa il tecnico di Certaldo vuole dare un segnale forte alla sua squadra, con una partita ancora aperta: sostituisce Politano con Icardi e schiera i suoi con un 3-4-1-2 con Perisic tutta fascia a destra e Asamoah dall'altro lato. La squadra, disabituata a questa disposizione tattica, non riesce più a mantenere le corrette distanze così il Napoli raddoppia: Callejon crossa dalla destra e Mertens beffa Miranda e D’Ambrosio che si perdono la marcatura, il belga è libero di saltare e segnare di testa il gol del raddoppio. Il peso offensivo dell’Inter dovuto alle due punte si fa sentire in qualche corner, soprattutto al 68’ quando Lautaro calcia a botta sicura e Koulibay fa uno straordinario salvataggio sulla linea. Subito dopo i partenopei chiudono il match in contropiede con il tap-in di Fabian Ruiz. Al 74’ Lautaro colpisce la traversa da buona posizione, al 77’ Karnezis para sul colpo di testa di Icardi e al 79’ il Napoli mette la parola fine sul match con la doppietta di Fabian Ruiz che beffa Handanovic sul suo palo. Il gol della bandiera per l’Inter arriva verso la fine del match: Icardi si procura e realizza un calcio di rigore. 

Le pagelle dei nerazzurri sono impietose, non si salva nessuno: solo insufficienze. Nelle ultime 7 partite soltanto 2 vittorie, peraltro contro le già retrocesse Chievo e Frosinone. L'Empoli come ultima spiaggia per la qualificazione Champions.

Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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