NaingGOLan se vuoi puoi: tre indizi fanno una prova. E anche tre punti

I nerazzurri battono la Sampdoria per 2 a 1, reti di D'Ambrosio, Gabbiadini e Nainggolan. Gruppo unito e giocatori ritrovati.

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(70 articoli pubblicati)
Ninja

Per tutta la settimana, in casa Inter, si è parlato solo del caso Icardi. Molto di ciò che è stato detto è stato enfatizzato (per non dire inventato), portando ulteriore destabilizzazione all'interno dello spogliatoio. I ragazzi hanno risposto sul campo con una prova d’orgoglio. Tre punti importantissimi per l’Inter in un momento così caotico e con le inseguitrici che cominciano a fare seriamente paura (Milan su tutti). 

LA PARTITA
L’Inter affrontava la Sampdoria a San Siro, con i blucerchiati determinati a giocare il loro calcio. L’Inter prova a pressare gli avversari a cominciare dalla battuta da fondo campo del portiere ma, quando i difensori della Samp riuscivano ad eludere il pressing ed uscirne palla a piede, creavano occasioni potenzialmente pericolose. Una partita in bilico quindi, con l’Inter che ha provato nuove soluzioni di gioco per favorire i continui movimenti della punta Lautaro Martinez: ne è un esempio il gran lancio in profondità di Gagliardini che aveva mandato il Toro a tu per tu con il portiere avversario che però era riuscito a parare il tiro. Pochi cross dal fondo, azioni centrali o create dall'esterno con le iniziative di Politano. Il primo gol arriva nel secondo tempo, Perisic tiene in campo il pallone, punta la difesa avversaria e fa partire un cross basso che attraversa l’area e sul quale si lancia D’Ambrosio trovando la rete del vantaggio. Vantaggio nerazzurro che dura poco: la Samp reagisce e, a seguito di un’azione confusa e fortunata, Gabbiadini si ritrova la palla tra i piedi e beffa Handanovic con un sinistro a incrociare. Il cuore dell’Inter è grande e la squadra non molla. Sugli sviluppi di un corner, Nainggolan fa partire una botta da fuori che passa in mezzo alle gambe di avversari e compagni con il pallone che si insacca alla destra di Audero

L’IMPORTANZA DELLA TESTA
Nel calcio la mentalità è tutto. Certe volte permette a giocatori tecnicamente limitati di emergere in momenti difficili, anche contro avversari superiori. Danilo D’Ambrosio sembra lo abbia capito già da un po’. Le sue prestazioni non sempre sono perfette ma è uno dei pochi che il suo impegno lo garantisce sempre. Con che forza è andato a buttarsi su quel cross che stava attraversando l’area di rigore! La voglia di determinare e la mentalità giusta. C’è chi non è stato continuo nel corso di questa stagione; giocatori da cui tutti si aspettavano e pretendevano di più ma settimana dopo settimana continuavano a non avere miglioramenti. Anzi, erano continui nella negatività. Oggi sono i migliori in campo: Perisic e Nainggolan.

I VERI ACQUISTI DI GENNAIO
Per un mercato di Gennaio che non ha portato nuovi giocatori all’Inter, eccetto Cedric Soares per sostituire l’infortunato Vrsaljko, i veri acquisti dovevano essere quei giocatori che fino a quel momento avevano deluso. Stiamo parlando sempre dei due giocatori che oggi hanno deciso la partita: uno con un assist e l’altro con il gol vittoria. 

NAINGGOLAN
Il Ninja è tornato ad indossare l’armatura da gladiatore che indossava a Roma nel “Colosseo” dell’Olimpico. I primi segnali incoraggianti per una sua possibile rinascita sono arrivati da Parma: partita nella quale ha fatto rivedere le sue giocate, le sue corse all'indietro per rubare palla e quelle in avanti palla al piede per sbaragliare la difesa avversaria, e l’assist determinante per il gol di Lautaro. Ma “un indizio è solo un indizio”: troppo poco per dire che “il Ninja è tornato”. La seconda partita consecutiva in cui il belga ha fatto bene è quella di Giovedì in Europa League. Ma “due indizi sono soltanto una coincidenza” e, contro avversari così inferiori… Il terzo indizio è arrivato oggi a San Siro, è la prova che il Ninja è tornato davvero.  E se lo ha fatto è per la sua voglia di migliorare, per il patto con l’Inter, per i Kg persi e per la cresta ritrovata sulla quale lui stesso aveva ironizzato chiamando in causa la scaramanzia. Allora alza la cresta, Radja!

Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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