Sotto il segno di Silvio: il Motivatore che manca al Milan

La presenza e il carisma del Cavaliere intorno al pianeta Milan nell'ultimo decennio sono andati  scemati. E le performance rossonere sembrano risentirne molto

di Daniele Bartocci
Daniele Bartocci
(316 articoli pubblicati)

Sotto il Segno di Cavalier Silvio. Berlusconi cavaliere. Berlusconi allenatore. Berlusconi motivatore. E' il Presidente che ha vinto di più nel mondo del calcio, indossando quasi sempre i panni dell'allenatore aggiunto. Una forte leadership nel campo politico che gli ha consentito negli anni di riscuotere una grande considerazione da parte dell'opinione pubblica, un incredibile carisma anche nel panorama calcistico. Tralasciando il panorama politico, che nel calcio lascia il tempo che trova e che ora ci interessa relativamente, quelli sopracitati rappresentano due aspetti che, nel caso del Cavaliere, si intrecciano e si accavallano fino a costruire un impero, un massiccio canovaccio storico-narrativo tanto caro alla Maison calcistica milanese.

 Con o senza l'arrivo di Ibrahimovic nei prossimi mesi, l'impero Milan era, è e rimarrà una delle società più vincente nel calcio internazionale. Certo, la politica nel calcio si dice sia sempre esistita, ma un politico che ha vinto tanto come Berlusconi non e' mai esistito nel pianeta calcistico mondiale. C'e' una spiegazione a tutto, denaro permettendo. Non può essere solamente e semplicemente un caso, un segno del destino o scherzetti che il fato riserva ai giorni d'oggi. Sarebbe davvero troppo semplice e irrisorio. Talvolta poco amato da qualche allenatore, che lo ha accusato di mettere il naso su questioni tattiche che non gli competono, Silvio ha comunque dato costantemente l'impressione di essere un profondo conoscitore del mondo del pallone, sin prima della scoperta di un talento super, inimitabile chiamato Arrigo Sacchi, richiamato negli ultimi mesi tra l'altro ad allenare il Monza. E' vero, ci sta eccome che i consigli del Cavaliere non siano digeriti dagli allenatori. Ma consideriamo anche gli aspetti positivi e citiamo i suoi pronostici da "cavaliere del calcio" spesso azzeccati. Ci riferiamo ad esempio alla doppietta di Inzaghi nel 2007 ad Atene contro il Liverpool. Berlusconi lo disse alla vigilia che Superpippo avrebbe sbranato i Reds con due pere. E così fu. Oppure le tattiche suggerite da Silvio ad Ancelotti: "Il Milan deve giocare con 2 punte con Kaka' vicino a Pippo". Altro prezioso consiglio, utile ai fini della conquista della Champions targata Carletto nel 2007.  Silvio lo disse: "Brocchi un grande allenatore". E l'ultimo grande Milan visto sul campo a livello di Espressione del bel giuoco risale probabilmente alla finale persa dal Milan di mister Brocchi per 1-0 contro la Juve (gol di Morata) nel 2016. E Brocchi sta dimostrando di essere un ottimo mister anche a Monza al cospetto di un Diavolo sempre più alle prese con grattacapi tattici e gestionali.

Pensiamo anche alla sua lunga visione: "Sergio Ramos  diventerà un campione". E così e' stato. Ci sarebbero tanti esempi e "presunte coincidenze" da citare. Tutto questo per ricordare il contributo non solo economico che Berlusconi ha saputo dare al nostro calcio. E' stato un motivatore incredibile, ce lo conferma un signor capitano come Maldini in una delle sue 'prefazioni' editoriali. Il buon Paolo confesso' che, quando non era ancora nessuno e provava a motivare la squadra, Silvio era ritenuto fin troppo poco credibile. Quasi ridicolo per certi versi. Specie la prima volta che gridò davanti ai giovani rossoneri di un tempo: "Il mio Milan diventerà un giorno il club più titolato al mondo". E così fu. Veggente? No grazie. Chiamatelo leader. Un leader dentro e fuori da qualunque rettangolo, politico o sportivo che sia, forse con qualche battuta esagerata (come ammette Paolo Maldini), in grado di leggere con un'insolita lente di ingrandimento le dinamiche sportive del passato, del presente e del futuro. Silvio soffre a vedere questo Milan. Meglio il Monza capolista con italiani rispettosi, con capelli ben fatti e senza tatuaggi (solo 3 tatuati nella formazione titolare). Ma c'è una dichiarazione berlusconiana che suona in tempi recenti. "Andrà a finire che ricomprerò il Milan".  A buon intenditor poche parole.

Fonte: l'autore Daniele Bartocci

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