Ottovolante rossonero: le montagne Turche

Una settimana da Diavolo non adatta ai deboli di cuore

di Rinaldo de Palma
Rinaldo de Palma
(8 articoli pubblicati)

Domenica scorsa il Milan targato Montella ha cominciato la sua lunga prima rincorsa tra campionato Europa League e Coppa Italia tornando dopo 4 anni a giocare ogni 3 giorni come solo i top club europei fanno. Il popolo rossonero non era più abituato a questo tour de force e a qualcuno è servito un tranquillante in più per affrontare la settimana.

Tutto è cominciato a Roma con la prima pesante sconfitta, contro la Lazio di un Immobile in stato di grazia contro cui la classe di Suso & co poco ha potuto. Doveva essere il primo scontro diretto contro una pretendente per un posto in Champions ma i biancocelesti hanno rispedito il diavolo a Milano con 4 goal al passivo. Non tutti i mali vengono per nuocere: serviva uno schiaffo, è arrivato un gancio in pieno mento che ha riportato il Milan con i piedi per terra e "costretto" Montella ad accelerare i tempi introducendo la difesa a 3 tanto cara al nuovo capitano.

Pochi giorni per lavorare ed è stato subito il campo a parlare: al Prater Stadium di Vienna è andato in scena l'esordio del Milan nella fase a gironi dell'Europa League. Quale migliore occasione per mostrare che il Milan è vivo, alla prima assoluta per i rossoneri in questa coppa nello stadio che 17 anni fa ha vista andare in scena la storica finale tra Milan e Benfica decisa da Rijkaard. Montella ha schierato il 3-5-2 mandando in panca Suso e Jack Bonaventura e buttando nella mischia Kalinic, Andrè Silva e Calhanoglu. Hakan ispirato dalla storica vittoria targata Sacchi, ha sfoderato una prestazione da 10 riportando il Milan alle ambizioni di inizio stagione: un euro-goal, due assist e giocate illuminanti. Il popolo rossonero forse ha finalmente ritrovato il suo top player che mancava da anni.

Nemmeno il tempo di festeggiare che arriva la doccia fredda: Conti si rompe il crociato in allenamento, il biondo terzino azzurro pedina fondamentale dello scacchiere rossonero dovrà star fuori almeno 6 mesi. In bocca al lupo Andrea.

Torna finalmente il campionato e in molti pensano che la settimana sia finita. Invece no perché il Milan affronta l'Udinese in casa e visti gli ultimi due precedenti c'è poco da star tranquilli. Partita molto bella in cui il nuovo Milan ha imparato a soffrire per portare a casa 3 punti che permettono al Diavolo di restare in scia delle prime tre a punteggio pieno. Note positive della domenica sono 3: Kalinic al suo esordio con la maglia rossonera a San Siro segna due reti da vero centravanti, ed era ora che arrivasse un vero numero 9 (anche se ha il 7 sulle spalle); Calabria in gran spolvero si è candidato come vice Conti in attesa del ritorno del numero 12 e lanciato un chiaro segnale a Ventura, “ci sono anch’io per il mondiale"; con Biglia in regia il Milan ha finalmente ritrovato un giocatore che detta i tempi di gioco, che sa accelerare la manovra ma che soprattutto gioca in verticale.

Una settimana sull’ottovolante, un sali e scendi da cardiopalma con un filo conduttore da applausi e che lascia ben sperare per il proseguo della stagione: ha 23 anni, indossa la numero 10 che è stata sulle spalle di gente come Seedorf, Riu Costa e Boban, è turco e con la palla fa quello che vuole; si chiama Hakan Calhanoglu e sarà uno dei protagonisti della stagione rossonera.

Fonte: l'autore Rinaldo de Palma

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