Napoli-Milan e Milan Roma: la notte e il giorno

Un bilancio sulle prime uscite stagionali del Milan, che vede una squadra dai due volti

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(164 articoli pubblicati)
AC Milan v AS Roma - Serie A

E dopo il buio, sia fatta la luce. Un inizio di stagione che ha visto il Milan impegnato già contro due big di questa Serie A 2018/19, il Napoli al San Paolo e la Roma a San Siro, con prestazioni abbastanza contrastanti tra loro. Nell'uscita d'esordio, abbiamo visto un Milan che aveva difficoltà ad imbastire una manovra efficace e a mantenere il possesso del pallone a causa dell'aggressivo pressing napoletano e degli incredibili errori tecnici da parte dei Rossoneri, con un Higuaín quasi mai coinvolto dai compagni; nella seconda partita, invece, si è visto tutto l'esatto contrario di quanto visto in Campania, con una squadra padrona del gioco e del campo e un Higuaín finalmente leader e protagonista in campo. A cosa è dovuta questa trasformazione da Hyde a Jekill?

Partendo dalla partita di Napoli, sicuramente avrà inciso il fatto che il Milan non ha giocato la sua partita della prima giornata, dovendo quindi fare di necessità virtù in quel di Napoli, dove la squadra ha subìto un crollo psicologico prima e fisico poi, facendosi sfuggire di mano una gara che pareva in pugno dopo il 2-0 di Calabria. La squadra, nonostante il doppio vantaggio, non aveva comunque offerto una prestazione memorabile, con diversi errori in fase d'impostazione dalle retrovie (Biglia e Musacchio assolutamente fuori fase, come testimoniato dal primo gol di Zielinski) e diversi rischi corsi in difesa con un possesso palla sterile all'interno della propria area di rigore (quando Donnarumma tocca con i piedi più palloni di Higuaín, Borini e Suso messi insieme, qualcosa che non va c'è). Anche i terzini non sembravano in grado di contrastare le folate degli attaccanti azzurri, con Rodriguez e Calabria in perenne affanno e quest'ultimo che manca la diagonale decisiva sul gol-partita di Mertens. Le uniche note positive di quella serata furono le azioni che portarono ai gol di Bonaventura e Calabria, frutto di schemi studiati in allenamento che funzionarono alla perfezione.

Gattuso si era assunto tutte le responsabilità del caso nella sconfitta di Napoli, anche se c'era poco da imputare al tecnico calabrese, visto che i gol napoletani erano stati frutto di errori individuali marchiani, eppure era comunque finito nell'occhio del ciclone e messo alla berlina dai tifosi. Contro la Roma, sono stati i suoi cambi a far vincere la partita, soprattutto l'ingresso in campo di Patrick Cutrone, autore del gol decisivo al 94' su assist di un Higuaín ispiratissimo. 

Nel match di San Siro con la Roma, il possesso palla, a differenza della partita di Napoli, è stato l'elemento decisivo per la vittoria dei Rossoneri. Contro una Roma fisica e molto corta in campo, un prolungato possesso palla ha potuto permettere al Milan di trovare spazi altrimenti inaccessibili e sfruttare la palla a terra per evitare di perdere possessi banali in cross perfettamente inutili contro gli energumeni in giallorosso. Fondamentale è stata anche una pressione asfissiante e sfiancante nei confronti dei portatori di palla della Roma, con Romagnoli che andava ad attaccare Dzeko persino sulla trequarti romanista, difatti, grazie a questa aggressività, è arrivato il break di Calabria a centrocampo che ha permesso ad Higuaín di poter servire il match-ball a Cutrone. 

Dal punto di vista individuale, molto ha inciso la presenza di Çalhanoglu al posto di Borini, giocatore imprescindibile il turco per la fluidità della manovra milanista, mentre si sono registrate le crescite esponenziali delle prestazioni di Biglia (finalmente lucido e rapido nella distribuzione del pallone), Rodriguez (assist a Kessie a parte, ha disputato una partita di corsa e personalità) e Calabria (neo sul gol di Fazio a parte, è stato fondamentale con i suoi recuperi e le sue avanzate), con Kessie che si sta dimostrando sempre più prezioso in mezzo al campo.

Un unico appunto in vista degli impegni futuri: con una manovra meno prolissa, forse il Milan potrebbe risultare più letale negli ultimi metri e togliersi, così, qualche soddisfazione.

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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