Milan: una prima parte di stagione da incubo

Girone d'andata chiuso al quinto posto, eliminazione ai gironi di Europa League, emergenza infortuni e mercato deludente. Urgono provvedimenti

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(164 articoli pubblicati)
Cagliari v AC Milan - Serie A

Non si può certo dire che il 2018 sia stato l'anno del Diavolo. Il Milan di Gattuso ha concluso la sua prima parte di stagione con la vittoria scaccia-incubi contro la SPAL in casa, ma c'è poco di cui stare allegri in questo momento in casa rossonera.

Innanzitutto, partiamo dal campionato: i Rossoneri hanno chiuso il girone d'andata con un magro bottino di 31 punti conquistati e un quinto posto che sarebbe un fallimento se dovesse confermarsi anche al ritorno. Gran parte del futuro del Milan dipende dalla conquista del tanto agognato piazzamento Champions, risultato che permetterebbe al Diavolo di poter far respirare le casse societarie dopo le ben note vicende estive che avevano gettato ombre sulla solidità economica della società di Via Aldo Rossi, tanto da convincere l'UEFA a escluderla inizialmente dal tabellone principale dell'Europa League 2018/19 (salvo poi arrivare il ribaltone firmato dal TAS di Losanna). Inoltre, il quarto posto, attualmente occupato dalla Lazio e che dista un punto, significherebbe anche la permanenza di alcuni giocatori chiave da riscattare e un mercato estivo importante

Già, il mercato. Per il momento, le soddisfazioni latitano da quel punto di vista, nonostante l'enorme "hype" creatosi nel pre-campionato: Caldara lo si è visto solo una volta in campo e poi mai più a causa di un grave infortunio che potrebbe tenerlo lontano dai campi fino al termine della stagione; Laxalt, dopo una buona partenza, è crollato all'interno del marasma rossonero fino a perdere completamente la fiducia da parte di Gattuso, il quale gli preferisce Rodriguez; Castillejo, invece, è stato protagonista di alti (veramente pochini) e bassi (fin troppi), ma se riesce a trovare una maggiore continuità di rendimento, potrebbe rivelarsi una pedina importante nello scacchiere rossonero; Bakayoko, dopo una prima parte di stagione da incubo, si sta imponendo come uno dei pilastri del centrocampo milanista, anche in virtù degli infortuni di Biglia e Bonaventura e dell'esclusione di Montolivo; Higuaín è, a sorpresa, la grande delusione della stagione, essendo colui che doveva guidare il Milan verso il salto di qualità tanto anelato a livello nazionale ed internazionale, ma anche lui è stato risucchiato nel vortice di mediocrità che sta investendo il Milan da 7 stagioni a questa parte. Insomma, quando un attaccante della classe e dell'efficacia del Pipita resta a secco per 866' sbagliando anche un rigore contro la Juve, qualcosa che non va c'è.

E qui ci colleghiamo col nodo allenatore: Gattuso sembra non convincere più di tanto la piazza, oltre che la dirigenza, anche se, nonostante tutto, il duo Leonardo-Maldini non manca di ribadire piena fiducia nei mezzi del tecnico calabrese e l'emergenza infortuni ha peggiorato notevolmente le cose, ma i progressi vistisi l'anno scorso quando subentrò a Montella sembrano ormai scomparsi e fanno fatica a rimostrarsi. Inoltre, alcuni punti fermi che l'anno scorso avevano garantito un certo trend di prestazioni quali Çalhanoglu (cercato dal RB Lipsia) e Calabria stanno facendo una fatica tremenda a confermarsi su livelli accettabili.

Capitolo Europa League: la scottante eliminazione del Pireo per mano dell'Olympiakos dimostra tutta l'immaturità di una squadra tutt'altro che attrezzata per ambire alla vittoria di un trofeo internazionale. Il Milan non veniva eliminato alla fase a gironi di una coppa europea dalla lontana stagione 1999/00, quando i Rossoneri chiusero addirittura all'ultimo posto il girone di Champions League con Chelsea, Hertha Berlino e Galatasaray, e questo la dice lunga sul momento attraversato dal Milan in campo internazionale.

Al Milan non resta altro da fare che leccarsi le ferite e prepararsi per gli imminenti impegni, perché il 12 gennaio si riprende con gli ottavi di Coppa Italia  contro la Samp e la Supercoppa Italiana da disputare il 16 a Gedda contro la Juve, quest'ultima partita senza Suso squalificato. Il nuovo arrivo Paquetà scalpita, ma basterà per la rinascita rossonera?

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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