Milan, senza Ibra esami superati

I rossoneri pur senza il centravanti svedese continuano a vincere e convincere, il gioco di Pioli ormai è una garanzia.

di Piergiorgio Danuol
Piergiorgio Danuol
(7 articoli pubblicati)
Milan vittorioso a Genova

Dieci partite di campionato e ventisei punti ottenuti sui trenta disponibili, cinque punti di vantaggio sui cugini nerazzurri, sei sulla coppia Napoli e Juventus; otto vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta, 23 reti realizzate e 9 subite. La squadra di Pioli mantiene agevolmente la testa della classifica nonostante le assenze; si dice spesso che l'ossatura di una squadra è formata dal difensore centrale, dal centrocampista e dall'attaccante, ebbene il Milan vittorioso a Genova contro la Sampdoria era privo di Kjaer in difesa, Bennacer a centrocampo e Ibrahimovic in attacco. Non è la prima volta che i rossoneri vincono senza il loro trascinatore, il gioco di mister Pioli sopperisce anche all'assenza dell'uomo simbolo del Milan, prima il Covid, poi l'infortunio subito a Napoli ma nonostante tutto il primo posto in classifica non è mai stato in pericolo. Certo, non è il caso di fare trionfalismi visto che siamo a metà del girone di andata ma i rossoneri dimostrano una solidità, concretezza, sicurezza nei propri mezzi che anche nei momenti difficili riescono ad avere la meglio sull'avversario di turno. Quante volte si è sentito dire "Tanto senza Ibra il Milan non vince"? E altrettante volte è arrivata puntuale la smentita in campo, i vari Rebic, Brahim Diaz, Hauge non hanno fatto rimpiangere lo svedese. Quando una squadra ha un gioco, una propria identità di gioco, attenzione e determinazione, chiunque venga chiamato in causa riesce a dare il meglio di sé, tanto è vero che molti bravi giocatori arrivati in annate negative sul piano del gioco si sono poi persi senza lasciare traccia alcuna. Le parate di Donnarumma, la spinta di Theo Hernandez sulla sinistra, la straordinaria stagione di Calabria sulla destra, l'inesauribile forza di Kessiè a centrocampo, l'intelligenza tattica di Bennacer a centrocampo, la conferma di Calhanoglu, i guizzi di Brahim Diaz in avanti e il sorprendente adattamento di Hauge nel gioco rossonero sono le armi con le quali i rossoneri hanno conquistato non solo la vetta della classifica ma anche consensi da chi, a inizio stagione, non credeva nelle qualità della squadra. L'inizio di stagione ha dimostrato che il finale di campionato post lockdown non era stato un fuoco di paglia ma un gettare le basi per riportare il Milan in zone di classifica più consone alla storia rossonera. Gli acquisti spesso criticati perché non di grande appeal, la coppia Maldini-Massara non all'altezza della situazione, i dubbi su Gazidis nel ruolo di amministratore delegato, Pioli un tecnico di non primissima fascia, un Milan Ibra dipendente, con queste incertezze partiva la stagione rossonera; incertezze per gli avversari ma non per la dirigenza che ha sempre creduto nel mister e convinta che la rosa rossonera ha grandi potenzialità di crescita e con qualche innesto può ritornare ai vertici del calcio italiano e non solo. L'ultimo aspetto da prendere in considerazione è l'età media della squadra; Donnarumma, Hauge, Gabbia, Leao, Saelemaekers e Brahim Diaz classe 1999, Tonali anno 2000, metà squadra di ventenni e il resto non al di sopra dei venticinque anni, Ibrahimovic e Kjaer esclusi. Non ci sono molte altre squadre nel nostro campionato che possono vantare un'età media così giovane, ciò vuol dire gettare le basi per il futuro e non per vincere subito, avere dei giovani di prospettiva che con qualche elemento più esperto possono maturare e crescere senza subire troppe critiche che il più delle volte rischiano di troncare la carriera; già in passato il Milan aveva puntato su alcuni elementi in giovane età ma il caos societario e la mancanza di risultati non avevano loro permesso di potersi conquistare un posto stabile in squadra. Ora la musica è cambiata, la società c'è, la rosa pure, i risultati anche, non sappiamo come finirà questa stagione ma sicuramente sappiamo di aver ritrovato il Milan, una società che merita di essere in testa alla classifica.

Fonte: l'autore Piergiorgio Danuol

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1 COMMENTI

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  1. KARL - 1 mese

    Non mi resta che riconfermare quanto già espresso nei precedenti articoli. Articoli scorrevoli e piacevoli da leggere. Sempre puntuali e precisi nelle descrizioni e valutazioni dei singoli elementi. Confermo le note positive di sempre. Complimenti.

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