Milan, per ripartire servono top-player in campo e dietro la scrivania

Elliot vuole dirigenti di spessore ed un paio di grandi giocatori per tornare subito in Champions League. Poi c'è il rebus-allenatore.

di Marcello Lavetti
Marcello Lavetti
(86 articoli pubblicati)
UEFA Champions League and UEFA Europa Le

L’alba di un nuovo giorno. Reset, si riparte da capo. Cinesi misteriosi e dirigenti ritenuti non adeguati lasciano il posto ad un management di spessore che dovrà costruire una squadra competitiva da subito. Salutato senza rimpianti Yonghong Li, le cui mosse qualcuno un giorno ci spiegherà, e liquidati Fassone e Mirabelli, il fondo Elliot guidato da Paul Singer è ripartito con decisione immettendo subito cinquanta milioni per coprire le spese correnti. Contestualmente è arrivata la nomina del neo-presidente Scaroni e l’imminente annuncio di Leonardo a capo dell’area tecnica. La corte a Gazidis, mago dei conti dell’Arsenal, è invece funzionale a dare quella solidità finanziaria che manca da troppo tempo in via Aldo Rossi. Poi c’è la possibilità che torni l’ex “Ministro degli Esteri” Umberto Gandini, che si occuperebbe dei rapporti con Federazione, Lega A e Uefa. Un board di qualità assoluta, affiancato da un nuovo cda già insediato e composto da elementi di provata esperienza. Perché per avere una grande squadra serve innanzitutto una grande società, i top player dietro la scrivania incidono come e più di quelli sul campo.

Il cuore di Rino. Leonardo si sta già dando un gran da fare per migliorare la qualità del roster, ma bene farebbe a chiarire una volta per tutte la questione allenatore. Le voci sempre più insistenti che vogliono Conte vicino alla panchina rossonera devono essere chiarite al più presto, Gattuso non merita di stare sulla graticola ma soprattutto c’è una preparazione da portare avanti e non si può andare troppo in là se davvero si vuole cambiare guida tecnica. Conte è un profilo di altissimo livello, che però chiede un ingaggio di almeno tre volte quello percepito da Rino, e si porta dietro uno staff numeroso ed altrettanto impegnativo dal punto di vista economico. Davvero Leonardo, che già deve fronteggiare le contestazioni relative al suo passato interista, vuole sfidare la piazza ingaggiando un’ex-bandiera juventina?  

Top a San Siro. Ad oggi il Milan è una squadra da quinto-sesto posto, che ha bisogno di almeno due fuoriclasse assoluti per puntare alle prime quattro posizioni, quelle che valgono la Champions. Pochi innesti ma buoni, diversamente da quanto fatto un anno fa. Un bomber da venti gol serve come il pane, e chi meglio di Higuain come riferimento offensivo in grado di tramutare in gol anche le mezze occasioni? Il Pipita in serie A vale da solo almeno sei-sette punti in più, è uno dei pochissimi giocatori in grado di spostare gli equilibri. Morata è più giovane ma costa di più sia come cartellino che come ingaggio, ed inoltre non dà le stesse garanzie dal punto di vista realizzativo. Poi serve una mezzala di corsa e qualità di livello internazionale, e qui il nome di Thiago Alcantara sarebbe la perfezione. Giovane e dotatissimo tecnicamente, formerebbe un reparto fortissimo con Kessie ed uno tra Biglia e Badelj, parametro zero che i rossoneri non devono farsi sfuggire. Per arrivare a grandi obiettivi servono dismissioni importanti, e qui tra Kalinic, Bacca ed Andre Silva si possono ottenere già milioni freschi. Serve però il sacrificio di uno o due dei pezzi pregiatissimi. Bonucci è il primo indiziato, i contatti per inserirlo nell'affare Higuain sono già avviati, ma probabilmente non basta. Donnarumma costa quasi dodici milioni lordi di ingaggio e può valerne una cinquanta sul mercato, la sua cessione potrebbe quindi portare quindi un importante flusso di cassa. Con Reina in porta si possono comunque dormire sonni tranquilli. La rosa dovrebbe essere completata anche da un difensore centrale (al posto di Leo) e da un altro centrocampista di gamba. Il tutto sempre tenendo conto che, per rispettare il fair play finanziario, ci dovranno essere (almeno) tre stagioni con saldo attivo tra arrivi e partenze tenendo conto anche degli ingaggi. A breve partiranno le trattative con la Uefa per capire quali parametri dovranno essere necessariamente rispettati.

Fonte: l'autore Marcello Lavetti

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