Milan: l’Europa adesso è sospesa tra Nyon e Losanna

La partecipazione alla prossima Europa League è tutta nelle mani di UEFA e TAS

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(90 articoli pubblicati)
AC Milan Press Conference

Il 19 giugno, il Milan dovrà presenziare alla corte dell'Adjudicatory Chamber della UEFA a Nyon, per conoscere il suo futuro in ambito europeo e sapere se potrà partecipare alla prossima edizione dell'Europa League. 

Un verdetto che sembra già scritto, visto che le premesse non sembrano favorevoli ai rossoneri a causa delle precedenti bocciature del Voluntary Agreement a dicembre e del Settlement a maggio da parte del Club Financial Control Body. I dubbi dell'UEFA nascono dal fatto che, secondo il massimo organo calcistico europeo, il Milan non abbia garanzie economiche e di continuità aziendale, dubitando di fatto della figura di Yonghong Li, visto l'alone di mistero che circonda il proprietario cinese della società milanese (in altre parole, si tratta di un processo alle intenzioni). Inoltre, su questa decisione ha influito anche il faraonico mercato estivo della scorsa stagione, che ha portato ad un grosso indebitamento della società che rischia di non far chiudere in pareggio l'esercizio finanziario.

Il Milan, dal canto suo, prova a difendersi attraverso un dossier che dimostrerebbe la regolarità dei conti e dei pagamenti effettuati e della possibilità di poter chiudere la gestione operativa in pareggio, il tutto sfruttando la crescita del marchio Milan e l'aumento del valore patrimoniale del gruppo, separando anche le entità distinte di club e proprietà, senza dimenticare, tra l'altro, il business plan presentato dal club in cui non figurano i ricavi europei e le garanzie economiche e di continuità aziendale assicurate dal fondo Elliott, che potrebbe rilevare il club nel caso in cui Mr. Li non fosse in grado di sostenere l'investimento fatto e trovare una proprietà più solida economicamente.

Il Milan, in questo momento, si sta affrettando per cercare dei nuovi soci di minoranza in grado di sostenere l'onere dei costi e di fornire l'aumento di capitale di 30 milioni entro la fine del mese necessario per coprire i debiti con il fondo Elliott e assicurare un futuro radioso al club. Casomai non dovesse fare in tempo, la società dovrebbe presentare un accordo scritto che attesti una ricca disponibilità finanziaria in un certo lasso di tempo. 

L'Adjudicatory Chamber potrebbe anche decidere per una restrizione della rosa da utilizzare nelle coppe, la limitazione del mercato e una multa salata, ma sembra molto più probabile l'esclusione della società meneghina dalle coppe, il che porterebbe a prolungare il tutto a Losanna con l'appello al TAS, il Tribunale Arbitrale dello Sport, il massimo organo giudiziale sportivo, la cui corte sarà composta da tre giudici: uno scelto dal Milan (difesa), uno scelto dalla UEFA (accusa) e dal presidente della stessa, imparziale, che avrà la funzione di giudice e di emettere il verdetto finale.

Le possibilità del Milan di poter prendere parte alle prossime coppe europee sono minime e sono tutte riposte nell'appello al TAS, visto che l'UEFA non pare propensa a fare sconti, ma la speranza per un lieto fine della vicenda è sempre l'ultima a morire, anche perché vedere una squadra come il Milan fuori dalle coppe fa veramente male, soprattutto in un modo che non renderebbe giustizia alla storia di questa gloriosa società.  

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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