Milan ai piedi di Ibrahimovic, ma i meriti di Pioli sono evidenti!

Nel derby grande prova di maturità dei rossoneri guidati magistralmente in panchina, una macchina che gira alla grande e che fa paura a tutti

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(361 articoli pubblicati)
Esultanza Milan a fine gara

Mentre Milano si interroga ed ha paura per il massiccio diffondersi del Covid19, la parte rossonera della città vive, dopo molti anni, la gioia della vittoria nel derby della Madonnina.

Il Milan, la migliore squadra post lockdown, ha continuato a marciare sicura ed è in vetta alla classifica. Pochi l'immaginavano, ma al momento la leadership del campionato è meritata: parlare di Scudetto è prematuro, la rosa non sembra attrezzata, ma attenzione perché  i margini di crescita e le potenzialità del gruppo di mister Pioli sono sconosciute e sorprendenti.

Ed è proprio il mister, ex proprio dell'Inter, uno degli artefici della rinascita della squadra di Elliott: idee chiare, concetti semplici e tanti giovani di valore. Pioli e Ibrahimovic, tutt'altro che finito e assolutamente decisivo, sono stati fondamentali per trasformare il gruppo demotivato e triste guidato da  Giampaolo, in una compagine agguerrita e vogliosa. Divertente questo Milan, frizzante con una mentalità migliore e vincente con giovani che si prendono finalmente le loro responsabilità e fanno vedere cose egregie.

Di questi tempi, l'anno scorso, nessuno  avrebbe mai creduto in una rinascita così repentina e importante: eppure è successo!

Nel derby Ibrahimovic è stato decisivo nel finalizzare il gioco mostrato dai rossoneri che hanno avuto in Leao un giocatore decisivo nel saltare costantemente l'uomo nel primo tempo. 

Ma anche la crescita di Hakan Çalhanoğlu è da ascrivere al tecnico: il suo merito? Semplicemente farlo giocare nel suo ruolo naturale di trequartista!

Una ovvietà, sembra ai più, ma la semplificazione dei compiti ha aiutato il turco ad esprimersi a livelli mai visti e ad essere assolutamente decisivo.

Anche il rientro di Romagnoli fa ben sperare, nel derby è stato uno dei migliori nonostante la lunga assenza: anticipi a metà campo, una guida sicura dietro nonostante Kjaer (che è sembrato l'anello debole dei suoi, soffrendo tantissimo Lautaro Martinez).

Non sappiamo che futuro abbia questo gruppo, ma se continuerà il disincanto, la voglia di giocare, la mentalità che si vede in ogni gara allora tutto sarà possibile.

Ai posteri l'ardua sentenza...

Bennacer
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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