Milan: i dolori del giovane Bakayoko

Il centrocampista francese ex-Chelsea fatica ad ingranare e i tifosi rossoneri sembrano aver perso la pazienza

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
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AC Milan v AS Roma - Serie A

Era arrivato nel corso del mercato estivo in quel di Milano in cerca di riscatto dopo una stagione travagliatissima in Premier League con la maglia del Chelsea, era stato ben accolto dalla tifoseria milanista anche in virtù di un curriculum di tutto rispetto (semifinalista di Champions con il Monaco da titolare nella stagione 2016/17) e pareva essere anche il giocatore che mancava per completare lo scacchiere del centrocampo rossonero, invece, l'avventura milanista di Tiemoué Bakayoko sta assumendo i contorni di un incubo ad occhi aperti.

Il centrocampista francese era stato acquistato per dare un ulteriore peso alla fin troppo leggera mediana milanista, ma finora la fiducia ripostagli da Gattuso e la dirigenza sta venendo sempre meno a causa di una serie di prestazioni non all'altezza della situazione. Eppure qualche campanello d'allarme si era già evidenziato durante il suo esordio in Serie A nell'ostica trasferta di Napoli, dove il nostro Tiemoué, su un calcio d'angolo piuttosto innocuo, decide di anticipare Donnarumma in uscita e rinviare centralmente di testa il pallone verso l'accorrente Zielinski che, neanche a dirlo, approfitta del regalo di Natale anticipato per realizzare il gol del momentaneo 2-2 partenopeo (partita che, per la cronaca, il Milan perderà 3-2). 

Dopo una serie di scampoli di partita abbastanza anonimi, Bakayoko ottiene la sua prima presenza da titolare nel match inaugurale dei gironi di Europa League contro il Dudelange. Il Milan vince senza convincere, ma questo basta e avanza per gettare un po' di polvere sotto al tappeto per nascondere la prova incolore del francese, il quale si ritroverà in campo nel match di campionato con l'Empoli in trasferta e anche lì il nostro non riesce a brillare, compiendo una serie di nefandezze a centrocampo inspiegabili e rischiando anche il fallo da rigore su Mchedlidze.

Gattuso rinnova la fiducia a Bakayoko in Europa League nel match casalingo contro l'Olympiakos, ma il giudizio dei tifosi sui social, nonostante l'esito vittorioso della partita, è impietoso: "pare non abbia mai giocato a calcio prima d'ora". Per Bakayoko il momento diventa sempre più difficile da gestire, visto che, nel corso della partita, i tifosi presenti allo stadio non gli perdonavano il minimo errore in fase di appoggio o di interdizione, subissando di fischi e di insulti il malcapitato.  

Dopo un'altra serie di scampoli di partita piuttosto fiacchi, ecco che arriva l'ennesima opportunità per Bakayoko di trasformare i fischi dell'esigente platea milanista in applausi: la terza giornata di Europa League in casa contro il Real Betis. Il francese visto e sentito durante la conferenza stampa alla vigilia del match pareva carico e determinato: "Sto cercando di adattarmi al modo di giocare, il meglio di me deve ancora arrivare, magari giocando un po’ di più, ma già vedo miglioramenti". E invece niente, è sempre il solito pachidermico, impacciato  e tecnicamente discutibile giocatore di sempre e il Milan, in più, perderà la partita per 2-1, con Tiemoué che sale sul banco degli imputati.

Si parla addirittura di un precoce ritorno al mittente del giocatore, che non ha convinto la dirigenza milanista, ma Bakayoko, dopo la panchina contro la Sampdoria, complice l'emergenza-infortuni a centrocampo, ritorna titolare nel recupero infrasettimanale di campionato contro il Genoa a San Siro. Il primo tempo, eccetto un retropassaggio azzardato, vede un Bakayoko grintoso e propositivo, però, nella ripresa, l'ennesimo retropassaggio insensato in area di rigore del francese si trasforma nel gol del momentaneo pareggio genoano. Nonostante la vittoria in extremis, il pubblico becca ancora il francese, difeso a spada tratta dal suo tecnico: "è stato devastante", un commento dalla duplice interpretazione che non dissipa i dubbi dei tifosi.

Il pubblico milanista non ha mai brillato per pazienza e comprensione, ma il giocatore va supportato e deve ritrovare se stesso il prima possibile per poter contribuire alla causa.

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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