Ipse dixit: “Se non esce nessuno, non entra nessuno”

Il mercato "a saldo zero" preannunciato da Mirabelli ricorda tanto la famosa espressione usata da Galliani in passato

di Andrea D'amore
Andrea D'amore
(22 articoli pubblicati)
Mirabelli

Nessuna illusione cari tifosi milanisti: sarà un mercato a saldo zero. Una dichiarazione che evoca un recente passato avaro di soddisfazioni. Ricorda tanto infatti la reiterata espressione che soleva usare Adriano Galliani rispondendo alle domande dei giornalisti riguardo al mercato del Milan: “Se non esce nessuno, non entra nessuno”. E così sarà anche quest’anno. Inutile girarci attorno, siamo molto delusi dalle parole di Massimiliano Mirabelli. Ci siamo fatti illudere lo scorso anno dai proclami a seguito dei numerosi acquisti effettuati dalla società enfatizzati tramite i social con dirette video in stile cinematografico. Un fuoco d’artificio dietro l’altro, sembrava una festa. Era un semplice fuoco di paglia. La stagione passata è stata deludente, e quella che si appresta a cominciare lo fa sotto cattivi auspici.

Sarà il Milan di Gattuso, ma siamo sicuri che questa squadra valga di più di un modesto sesto posto? Ne dubito fortemente. Le altre squadre si stanno rinforzando con colpi ad effetto in serie: Juventus, Napoli, Roma, Inter e Lazio erano più forti e lo saranno ancora di più la prossima stagione. I bianconeri sembrano addirittura vicini a Cristiano Ronaldo, i giallorossi scommettono sul giovane Kluivert e sul rientrante Pastore, i nerazzurri hanno già ufficializzato De Vrij e Nainggolan e anche le due compagini biancazzurre si stanno muovendo. Senza dimenticare che dietro spingono per ritagliarsi un posto al sole l’Atalanta, la Fiorentina e il Torino, per dirne alcune. I rossoneri sembrano invece tornati alla vecchia abitudine dei “parametro zero”. Un preoccupante ritorno al passato. I tifosi dopo il cambio di proprietà si aspettavano ben altro, e invece è rimasto tutto come prima. Anzi, peggio di prima. Perché il rischio di essere estromessi dalla prossima Europa League è reale, a meno di un ribaltamento della sentenza sul mancato rispetto del Fair Play Finanziario in seguito al ricorso presentato dalla società al TAS di Losanna.

Forse a livello di entrate conterà poco, ma a livello di immagine è uno grosso smacco per uno dei club più titolati e conosciuti al mondo. Inoltre continua a tenere banco la telenovela con protagonisti Mr. Li e il fondo americano Elliott, e sullo sfondo Commisso, i Ricketts e altri misteriosi soggetti intenzionati a rivelare le quote azionarie dell’A.C. Milan. Con questo desolante scenario l’odierna presentazione delle nuove maglie griffate Puma, nuovo sponsor tecnico che sostituisce Adidas, rimane decisamente sullo sfondo alimentando nulla più che un flebile entusiasmo. I tifosi sono disorientati e faticano a trattenere il loro disappunto sfogandosi sui social network, non fanno mancare il loro supporto ai giocatori e all'allenatore ma la credibilità del Presidente e dei suoi collaboratori è ai minimi storici. Ci aspetta un altro anno di Purgatorio, in attesa di scorgere uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. Il Paradiso, per ora, può attendere.  

Puma AC Milan
Fonte: l'autore Andrea D'amore

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