Chi apprezza il calcio non può scordare chi è Gonzalo Higuain

Se c'è una cosa che riesce meglio di far gol al Pipita, è quella di finire nell'occhio della critica alla prima occasione buona

di Dario D'antoni
Dario D'antoni
(35 articoli pubblicati)
Gonzalo Higuain of AC Milan argues with

La sosta delle nazionali non sempre viene vista di buon occhio dai club e soprattutto dai loro allenatori, che molto spesso sono costretti a fare a meno di alcuni dei propri giocatori. Anche stavolta, scorrendo le convocazioni del ct Scaloni, Higuain non ha letto il proprio nome tra i colleghi di reparto argentini.

Una notizia di cui l'attaccante argentino era già venuto a conoscenza molto tempo prima di Milan-Juventus.

Per focalizzarci sulla missione di questa settimana del supplemento Fuorigioco, bisogna ritornare indietro di qualche giorno. Domenica sera, il centravanti argentino è rientrato al centro dell'attacco rossonero per affrontare la Vecchia Signora, la squadra che lo ha accantonato proprio durante l'ultima sessione di calciomercato estivo, per far spazio all'arrivo di Cristiano Ronaldo (curiosamente andato a segno per la prima volta su azione a San Siro nella propria carriera).

Gli episodi, come ben noto ai più, sono andati contro il numero nove rossonero, che dal canto suo ce l'ha messa tutta per castigare i suoi ex compagni.

Alla fine del primo tempo l'episodio chiave: sullo 0-1, Higuain supera Benatia (graziato inspiegabilmente nonostante fosse già ammonito) in area di rigore che intercetta in maniera evidente il pallone con il braccio. L'arbitro Mazzoleni, dopo aver utilizzato la tecnologia del Var, concede il tiro dal dischetto al Milan, dopo l numerosi richiami della panchina rossonera e dei giocatori in campo.

L'occhio e l'attenzione di tutti si riversano sul Pipa, che avendo ottenuto il penalty non resiste al richiamo di prendere il pallone in mano e posizionarlo sul dischetto. Lì dove già posizionato c'era Kessiè, rigorista designato da Gattuso. La consultazione tra i due vede l'argentino trionfare che subito dopo perderà il duello con Wojciech Szczęsny. Il portiere polacco rivelerà a fine gara, ai microfoni di Sky, di aver ricevuto il consiglio di buttarsi prima da parte di Ronaldo. Insomma, il danno e la beffa

La serata storta proseguirà con l'espulsione diretta, la prima in carriera. I minuti concitanti dell'azione incriminata li abbiamo tutti ben fissati in mente: scontro di gioco con Benatia (sempre lui!), Higuain ammonito per aver sbilanciato il difensore marocchino. La reazione è incredula ma contenuta nelle espressioni utilizzate, o perlomeno così si evince dal labiale: "Perché ammonisci sempre me?". Qualcosa deve esserci sfuggita perché l'arbitro ha estratto il rosso diretto, e il Giudice Sportivo non è stato da meno: "Due turni di squalifica per proteste nei confronti degli ufficiali di gara e per condotta gravemente irriguardosa nei confronti del direttore di gara".

Il diretto interessato, abituato a parlare poco e a far parlare di più il campo (chi può dire di aver giocato Boca-River da titolare poco più che maggiorenne, vinto e segnato a Madrid all'ombra di campioni affermati, stabilito record di gol a Napoli, e trascinato la Juve in Italia, ndr), si è affidato al suo profilo Instagram per scusarsi con i suoi sostenitori: "Voglio chiedere scusa a tutti per il comportamento avuto ieri in campo, ai miei compagni alla società, ai tifosi che da ieri mi stanno dimostrando ancor più il loro affetto. Mi faccio carico delle mie responsabilità e farò il possibile perché non ricapiti. #grazieatuttiperilsostegno". 

Un professionista si riconosce anche quando commette errori e fa un passo indietro per ammetterli; come lui stesso si è definito, è una persona sensibile, e non un robot. Davvero vogliamo fargli una colpa per una partita andata male? Non è la prima e forse nemmeno l'ultima della sua carriera, ma il curriculum vitae non è quello dell'ultimo arrivato che incappa nella prima serata a vuoto. A quasi 31 anni Higuain ha dimostrato di avere l'umiltà di ammettere i suoi limiti, ed è da essi che dimostrerà di ripartire più forte di prima.

Con buona pace dei criticoni e di Staffelli che gli ha consegnato un tapiro d'oro, gesto accettato con lo spirito giusto da parte del campione argentino.

Fonte: l'autore Dario D'antoni

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