Follow your leader: la risposta degli scozzesi ai tifosi della Lazio

Gli ultras laziali fanno il saluto romano a Glasgow: come rappresentare l'Italia nel mondo.

di Giorgio Romano
Giorgio Romano
(3 articoli pubblicati)
Coreografia Celtic

Una trentina di tifosi laziali, di questo si tratta, di trenta persone. Solo trenta persone, eppure la cosa ha, giustamente, generato scandalo. Ricostruiamo i fatti: alle 17 di giovedì 24 ottobre, poche ore prima della partita tra Celtic e Lazio, gli oramai “chiacchieratissimi” trenta tifosi, hanno deciso di tendere il braccio di circa 135 gradi rispetto all’asse verticale del proprio corpo. Che detto così può sembrare un atto innocente, purtroppo per i malcapitati proprio quella inclinazione coincide con un gesto disprezzato in tutto il mondo, il saluto romano, saluto utilizzato dai regimi fascisti degli anni ’20 e ’30 del ‘900. Una strana coincidenza, ma pur sempre una coincidenza. Caso ha voluto che questi individui appartenessero ad una tifoseria, quella della Lazio, ed in particolare ad un gruppo ultras, “Gli irriducibili”, che è stato più volte sanzionato dalle varie federazioni calcistiche per apologia di fascismo. In pratica la curva della Lazio è chiusa in continuazione da questi "crudeli burocrati perbenisti" che hanno deciso di perseguitarla. Già queste due coincidenze a questo punto farebbero un indizio ma noi, che siamo convinti della bontà delle azioni di quei trenta soggetti, vogliamo dargli ancora fiducia.

Purtroppo però le coincidenze non sono finite qui. In effetti la città di Glasgow ed in particolare la tifoseria del Celtic, sono storicamente allineate ad un pensiero di  estrema sinistra. Difatti, la curva della squadra scozzese è stata soprannominata Brigata Verde, per via dei colori sociali della squadra. Insomma questi trenta “tifosi” (perché a questo punto le virgolette sono d’obbligo), appartengono ad un gruppo notoriamente di estrema destra, hanno fatto un gesto facilmente riconducibile ad una determinata e discutibile area di pensiero e tutto ciò si è svolto in una città fortemente anti-fascista. Diciamo che a questo punto lo possiamo dire, tre coincidenze fanno una prova, si tratta di un manipolo di fascisti che si maschera da tifosi per riuscire a sfuggire alla legge. 

Ma è proprio qui che la vicenda si fa interessante. Effettivamente l’apologia del fascismo, che sarebbe un reato, non viene mai punita e questo perché non solo, il fascista si maschera da tifoso, ma anche da semplice difensore della memoria di un periodo storico. In effetti la legge Scelba, che tratta il reato di apologia, non punisce coloro che difendono il fascismo ma solo “Un gruppo di persone non inferiore a cinque che persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista”.  In pratica viene punito solo chi tenta di ricostituire il Partito Fascista o un partito che ne riprenda i valori, anche partiti come Forza Nuova o Casapound sono liberi di esistere, altrimenti si andrebbe ad intaccare la libertà di espressione. È in questo modo dunque che possono operare i fascisti, basta semplicemente non fondare un partito che si chiami PNF e poi si è liberi di manifestare la propria opinione. Potremmo anche parlare del paradosso della tolleranza di Popper (tollerare gli intolleranti porta all’intolleranza) oppure della costituzione che rivendica la sua nascita dalla Resistenza Antifascista, potremmo discutere dei vari Gobetti, Matteotti e Rosselli, potremmo disquisire a lungo sul tema ma ci ritroveremmo ad aver pontificato sul nulla.

Questi individui continueranno a portare avanti questo loro comportamento e saranno legittimati a farlo, finché non si procederà contro di loro con delle serie leggi restrittive. Lasciamo perdere per una volta il vittimismo dei camerati e cerchiamo di porre una soluzione definitiva al problema, non per sembrare retorici, ma negli stadi ci sono anche i bambini. Per rendere finalmente il calcio uno sport degno di questo rango, dobbiamo porre fine alla violenza fisica e verbale che lo circonda. Debellare questo tipo di comportamenti è il primo passo da compiere per portare il calcio ad un livello superiore.

La fonte dell'articolo è l'autore Giorgio Romano

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