La notte magica del Derby di Milano vinto dall’Inter

Un derby d'altri tempi: Milan-Inter termina con il risultato di 2 a 3. Tre punti e sorpasso in classifica ai cugini. Analisi del match

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(70 articoli pubblicati)
AC Milan v FC Internazionale - Serie A

Il derby è sogni, emozioni, gol e grandi campioni. Piangeva un po’ il cuore quando nei derby degli anni passati sono mancati questi quattro elementi: partite senza gol, con squadre tecnicamente non all'altezza e allenatori più preoccupati a non perdere che a vincere, poche emozioni, pochissimi grandi campioni. I tempi dei Maldini, Zanetti, Kakà e Ibrahimovic sembravano un ricordo troppo lontano, oggi quel ricordo si è avvicinato un po’ ed è diventato concreto. Anni fa il derby di Milano decideva una stagione e le prime posizioni in campionato, oggi torna ad essere perlomeno un derby “vista Champions”.

ANALISI
I nerazzurri partono forte e passano subito in vantaggio grazie alla rete di Vecino: Perisic riceve palla sulla destra, mette un cross al centro sul quale arriva Lautaro Martinez che saggiamente fa la torre per Vecino per un gol che non può sbagliare. L’Inter attacca, è rapidissima a recuperare palla una volta persa, ha un atteggiamento aggressivo che coglie di sorpresa il Milan di Gattuso. Anche tatticamente Spalletti riesce a trovare una novità che crea parecchi problemi a Gattuso: una sorta di 4-4-1-1 con i due esterni offensivi più in copertura del solito e Vecino ad oscillare tra centrocampo e trequarti. I centrocampisti del Milan non lo prendevano mai. L’uruguaiano stava sempre nella “terra di mezzo” alle spalle di Paquetà, pronto a ricevere palla e far partire azioni offensive con le sue cavalcate palla al piede. Gattuso cerca una soluzione per arginare il problema, schierando il suo Milan a specchio. Con le due squadre a specchio, la differenza la fanno i duelli individuali: tutti vinti dagli interisti. De Vrij e Skriniar annullano Piatek, il centrocampo dell’Inter supera quello avversario, Politano scappa in velocità rendendo la vita difficile a Rodriguez. Al 51’ De Vrij porta l’Inter sullo 0 a 2: angolo battuto corto, Politano crossa al centro, incornata del difensore olandese con palla in rete. Il Milan dimostra di essere vivo e reagisce subito al doppio vantaggio degli avversari: al 57’ da una punizione dalla trequarti battuta da Calhanoglu, Bakayoko supera in contrasto aereo Gagliardini e realizza il gol dell’1 a 2.  Al 66’ Politano si procura un rigore, realizzato da Lautaro Martinez. È un derby folle, i rossoneri non hanno alcuna intenzione di mollare e trovano il gol del 2 a 3: corner battuto corto, Suso crossa al centro, D’Ambrosio devia il pallone e rischia l’autogol, Handanovic para ma non può nulla sulla ribattuta di Musacchio. Conti viene espulso da Guida per un fallo su Lautaro ma, dopo la Var review, il giudice di gara cambia idea e trasforma il colore del cartellino in giallo. Nel recupero, il Milan si getta disperatamente alla ricerca del pareggio: Handanovic salva su Castillejo e D’Ambrosio salva sulla linea la conclusione a botta sicura di Cutrone. Trionfo nerazzurro, ancora una volta: l’Inter non vinceva due derby nel corso della stessa stagione dal 2011-2012.

SPALLETTI BRAVO E FORTUNATO
Il tecnico di Certaldo vince con merito il derby e la sfida col collega Gattuso, scacciando via le voci che riguardavano un suo possibile esonero nel corso della stagione. L’intuizione decisiva del match è senza dubbio la posizione avanzata di Vecino. Poi le sontuose prestazioni difensive di De Vrij e Skriniar (che rimandano al mittente ogni tentativo da parte di Piatek) e quella offensiva di Lautaro Martinez concludono il cerchio perfetto che porta ad una importantissima vittoria. Spalletti nella bravura risulta ancora una volta fortunato. Quando l’anno scorso reinventò Brozovic da mediano si trattava di una scelta obbligata, per mancanza di alternative nel ruolo. Anche la scelta di Vecino è stata una scelta obbligata. Il merito del mister sta nell'aver cercato di sperimentare qualcosa di diverso per creare difficoltà al Milan: ci si aspettava un centrocampo a 3 con Vecino sulla stessa linea degli altri due centrocampisti, così non è stato. Chi chiedeva "la testa" del mister dovrà aspettare ancora un po'. 

AC Milan v FC Internazionale - Serie A
Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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