Il Verona fa tremare una Juventus che si è svegliata troppo tardi

Grande prova dei gialloblu guidati magistralmente da Juric che hanno dominato il primo tempo, solo dopo lo svantaggio è uscita la squadra di Pirlo

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(359 articoli pubblicati)
Juventus v Hellas Verona FC - Serie A

La Juventus di Pirlo si sveglia solo dopo la rete di Favilli, si dimostra ancora un cantiere aperto e perde altri due punti preziosi nella corsa Scudetto.

L'apprendimento dei giocatori che devono assimilare nuovi movimenti, che puntano non solo sul gioco ma sulla qualità dei singoli nell'esaltare un sistema di gioco, è ancora lontano dall'essere all'apice. Ne è venuto fuori un brutto pareggio casalingo, che poteva essere addirittura una tragica sconfitta contro il Verona.

I gialloblu guidati alla grande da Juric, ormai non sono più una sorpresa: pressing alto, grande mentalità e tanti giovani. Si vede la mano del tecnico, nato con Gasperini che del tecnico di Grugliasco ha preso la caratteristica di giocare uomo contro uomo a tutto campo. Una corsa continua, movimenti perfetti e per la Juventus è stata dura soprattutto nella prima frazione.

E' vero che nel primo tempo sono state dei bianconeri, in versione rosa giro d'Italia (un'altra seconda maglia orribile, è giusto dirlo), le due occasioni migliori (traversa di Cuadrado e rete annullata a Morata per l'ennesimo fuorigioco millimetrico). Ma nella ripresa la rete di Favilli è stato il primo sliding door del match.

Schiumanti di rabbia e con l'ingresso di Kulusevski al posto di un evanescente Bernardeschi che ha sprecato la sua occasione, i ragazzi di Pirlo hanno cambiato ritmo e messo i veneti all'interno della propria area di rigore riuscendo proprio con il neo entrato ex Parma a pareggiare.

Nonostante il finale arrembante però non sono arrivati i tre punti per i Campioni d'Italia che hanno mostrato segnali positivi in Cuadrado, Morata e soprattutto Kulusevski. Nel Verona tutti molto bravi, ma soprattutto Lovato ha impressionato.

Prendere, e partire. È quello che ha fatto Lovato, quando è stato chiamato a gennaio dall’Hellas Verona, dopo sei mesi da titolare nel Padova, in Serie C: “Un’emozione difficile da spiegare. Dall’oggi al domani ho saputo che mi sarei trasferito all’Hellas. Non ci ho pensato troppo: ho preso la macchina e sono partito. Adesso sono in Serie A”, disse. Ragazzo nato a Monselice, cresciuto nel Padova, con un’esperienza nelle giovanili del Genoa nel mezzo. Da piccolo faceva l’attaccante, con gli anni è diventato un grande difensore. Nella prima giornata di campionato, contro la Roma lo scorso 19 settembre, ha sfornato una prestazione superba, per un ragazzo così giovane: “Una prestazione di cuore, una prestazione da Hellas”, aveva commentato a fine partita, soddisfatto del risultato della sua squadra, contento e orgoglioso della gara disputata. 

 Matteo Lovato è stato di gran lunga il migliore in campo a Torino. Per lui un futuro glorioso, e gli occhi della stessa Juventus addosso!

Ma questa sarà una nuova storia da scrivere.

Juventus v Hellas Verona FC - Serie A
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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