Scudetto vinto ma c’è poco da esultare: la paura fa da padrona sempre!

La Juventus passa a Napoli ma sono più le note negative di un gioco inesistente e di una mentalità incomprensibile che non fanno ben sperare per il futuro

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(287 articoli pubblicati)
Juventus v Chievo - Serie A

Sedici punti di vantaggio, vincere contro il Napoli che ha messo dentro tutto il suo repertorio tecnico e comico (anche di sceneggiate modello Callejon) dentro al suo stadio.  La legittimazione di un titolo, quello di   Campione d'Italia, che in realtà era già chiuso dalla prima giornata, forse ancor prima di cominciare. Solo tre pareggi, e solo vittorie. Il capocannoniere del campionato, Cristiano Ronaldo,  e la miglior difesa. Salire sull'otto volante delle vittorie consecutive...

Eppure non riesco ad essere contento, questa Juventus troppo forte per le rivali in campionato mi piace sempre meno. E' una squadra che gioca davvero male e che vince solo perché ha grandi individualità ma  non ha la mentalità di quelle squadre che resteranno nella storia del calcio. Saranno vittorie che aumenteranno il palmares in un torneo che non ha una vera competizione da diversi anni a questa parte: una medaglia di cui andare fieri fino a un certo punto.

Tra una ventina d'anni nessuno si ricorderà, se non numericamente, delle vittorie di Allegri: successi senza nessuna gloria. Il gioco, il grande  assente, che prima una minoranza contestava e stato ormai chiaramente smascherato. Una formazione che non diverte e che ha sempre più paura e che nonostante le vittorie e l'arrivo di   Cristiano  Ronaldo non solo non ha alzato l'asticella della mentalità come tutti si aspettavano, ma ha addirittura retrocesso ancor di più il suo livello di qualità: sembra impossibile ma è così.

Vedere dopo 25 partite una rete su punizione come quella di Pjanic (poi espulso in maniera meritata  per due falli incomprensibili, figli della paura) è un altro demerito del tecnico: avere insistito su CR7 per una stagione intera con punizioni sempre uguali e inutili ha fatto capire a tutti che, anche se hai il giocatore più forte del mondo in squadra, forse qualcuno tira meglio in alcune posizioni del campo. Ma si è capito che Massimiliano Allegri teme Ronaldo, è  sempre sua la scelta di giocare quando invece dovrebbe riposare.

Il campione portoghese ieri era scuro in volto, ha chiesto ai suoi di uscire da quella maledetta area di rigore, ma nessuno lo ha mai seguito: è venuta fuori la solita partita di palloni giocati a 70 metri dalla porta completamente frustrante. Ed è stato un peccato, con l'esclusione di  Paulo    Dybala, altro giocatore insieme a Douglas Costa che si rischia di perdere a fine stagione.

La cosa buona è che ieri  sera si è chiuso il discorso scudetto e che si può pensare solo all'Atletico Madrid: ma ormai  nell'ambiente si è capito che il danno è fatto e che l'eliminazione è sicura. Non ci sono le gambe per rimontare la squadra di   Simeone e non c'è nemmeno la mentalità europea.  Se no Paratici non avrebbe convocato il tecnico livornese per il dopo Atletico: si sa già come finirà e un risultato diverso sarebbe davvero una grande sorpresa.

Anche ieri  i tifosi sono rimasti delusi nonostante il successo:  le scelte sono sempre le stesse, la prevedibilità degli scenari uguale, i cambi e la voglia di non prenderle sempre. Una difesa in area di rigore può portare i bianconeri alla vittoria forse in Italia e a Napoli, con avversari in dieci e senza giocatori fisicamente in grado di dar fastidio a Chiellini e Bonucci: ma in Europa no! E sono anni che viene detto e che si ripetono queste cose: anche ieri a un certo punto Cancelo sostituito da De Sciglio, imbarazzante,  e Mandzukic sostituito da Bentancur. 

Inutile parlare di  Var, rigori, o altro: della partita di Napoli rimarrà in mente solo il gesticolare di Ronaldo a chiedere a compagni terrorizzati di uscire dall'area di rigore. Avere il pallone d'oro in squadra non è servito assolutamente a nulla se in panchina c'è una palla al piede capace di infondere solo preoccupazioni.

La Juventus non si merita un tecnico così tremebondo, per la sua storia e il livello della rosa.

Juventus Training Session
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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