Max Allegri e l’ombra di Zidane: se non vince la Champions si cambia?

La squadra allestita per il tecnico livornese punta a vincere subito la Champions League. Ora Max dovrà essere bravo a gestire tutti, mentre l'ombra di Zizou...

di Lorenzo Ciotti
Lorenzo Ciotti
(75 articoli pubblicati)
Juventus v Real Madrid - UEFA Champions

Il mercato della Juventus dice chiaramente: si deve vincere la Champions League. E subito. Senza troppi giri di parole, gli arrivi di Cristiano Ronaldo, Joao Cancelo, Emre Can e Leonardo Bonucci portano a questo. Sacrificare giovani prospetti non ritenuti ancora idonei a reggere una Champions già da ora, come Mattia Caldara, è un rischio calcolato che dirigenza, proprietà e allenatore si sono assunti proprio per dare l'assalto immediato alla coppa dalle grandi orecchie.

L'alchimia dei tanti fenomeni bianconeri, in campo e nello spogliatoio, dovrà essere gestita e perfezionata da Max Allegri, condottiero juventino che guida la squadra torinese dall'estate 2014. Arrivato tra i fischi e la perplessità generale, il livornese ha spazzato via tutti i dubbi della vigilia, vincendo quattro titoli di Serie A, quattro Coppe Italia e giungendo per due volte in una finale di Champions.

Ma ora la squadra è al climax, come lo è Allegri. Perciò varrà certamente il detto: o si vince o si cambia. Nonostante i successi, il tecnico è stato spesso criticato per il gioco a volte non brillante della sua squadra. Lo scorso anno in particolare. Ma è chiaro che egli è stata la scelta giusta e che forse, quest'anno, potrebbe essere la volta buona. Il ritorno di Bonucci è stato voluto proprio per ovviare a un problema tecnico che ormai si verifica dopo gli addii di Andrea Pirlo e lo stesso Bonucci; iniziare la costruzione dell'azione.

Se non dovesse vincere la coppa, sarebbe giusto cambiare Allegri? L'ombra di Zinedine Zidane incombe alla Continassa. L'alternativa a Max potrebbe essere proprio l'ex Real. Già vincitore di tre Champions, Zidane è stato anche un icona bianconera. L'ambiente è sicuramente cambiato dai suoi tempi, così come l'intero movimento calcistico internazionale. Però Zizou tornerebbe più che volentieri all'ombra della Mole.

Mai dimenticato dai tifosi (finale Mondiale 2006 a parte), il francese potrebbe essere l'elemento decisivo fra le mille variabili indipendenti che portano alla vittoria in Europa. Come sempre siamo solo agli inizi della stagione e sarà il campo a dare il suo giudizio. Ma la squadra costruita per Allegri sembra gridare: vinci, e fallo ora. O tanti saluti!

Fonte: l'autore Lorenzo Ciotti

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