La Serie J: il campionato a parte dei bianconeri

A un terzo del campionato la Juventus si conferma imbattibile. E se la "colpa" di questa egemonia fosse delle altre?

di Alessandro maria Savoia
Alessandro maria Savoia
(4 articoli pubblicati)
FC Internazionale Milano v Juventus FC

Dal 2011 ad oggi le espressioni "Juventus troppo forte" o "la Juventus fa un campionato a parte" sono di gran lunga le più utilizzate da allenatori, calciatori e addetti ai lavori in Serie A. Sono i numeri a confermare una tendenza magica per i bianconeri e disastrosa per le contendenti. 

L'arrivo di Cristiano Ronaldo in estate è infatti la ciliegina su una torta infornata più di sette anni fa. La Juventus di Conte che nel 2011-2012 vince il campionato (a 9 anni dall'ultimo successo "ufficiale" bianconero) è l'ultimo atto di un'operazione di rinascita lenta e meticolosa, cominciata col ritorno in massima serie nel 2007. Un percorso composto da grandi smottamenti, sia all'interno della società che per quanto riguarda il lato tecnico, che ha portato alla creazione della squadra che conosciamo oggi. E' bastato affidarsi ad un allenatore emergente e capace (Antonio Conte) e tassellare la rosa con pochi acquisti ma mirati (Vucinic, Liechsteiner, Vidal, Pirlo, giusto per citare i principali) per dare il la alla cavalcata bianconera.

Una formula magica ben riuscita, come quella che cercano insistentemente Roma, Inter, Milan (teniamo il Napoli in una sezione a parte) per scalzare Allegri&Co. dallo scranno dei vincitori. Eppure questa ricerca non sta producendo risultati, anzi, sta peggiorando la situazione. Il gap non ha fatto che aumentare di stagione in stagione.

Perché tolto il Napoli, che sta provando saggiamente a investire su un gruppo di giocatori ormai fisso (strategia che nelle ultime tre stagioni sta iniziando a pagare visto che dal 2015 non scende oltre la terza posizione finale) e su un allenatore di comprovata capacità tecnica per continuare l'ottimo lavoro di Sarri, le altre paiono arrancare notevolmente. 

I bianconeri, per capirci, hanno racimolato solo 23 sconfitte nelle ultime sette stagioni, conquistato otto scudetti di fila senza mai chiudere un campionato con meno di 4 punti di vantaggio sulla seconda. Nel frattempo hanno cambiato guida tecnica una sola volta e, tolti gli exploit avuti con Higuain e Cristiano Ronaldo, hanno continuato a investire con accuratezza e cognizione di causa. 
Nel frattempo le "altre" si sono incartate sopra se stesse, creandosi alibi su alibi grazie a condizioni societarie stile "La grande truffa" di Totò e Peppino. Il grande Milan di Berlusconi, passato ad una proprietà cinese fantasma e adesso nelle mani di Elliott, tra aggiustamenti tecnici rivedibili e grandi proclami, non va oltre il sesto posto dalla stagione 2012-13. L'Inter continua a pagare, così pare, le scorie di un triplete storico quanto deleterio: è sparita dai radar, è tornata alla ribalta con Suning, e spera di aver trovato la quadratura con la guida di Spalletti, ma per adesso ha racimolato ben poco. La Roma aspetta uno stadio "fantasma", ha cambiato sei tecnici in sette anni, investito tanto e rivenduto il doppio sotto il controllo di una presidenza che pare venuta a fare trading più che calcio. E poi c'è la Lazio che ha in Lotito il proprio alibi primario di eterna mediocrità, la Fiorentina dei Della Valle sempre indecisi se starne fuori o dentro, le "genovesi" figlie d'una tradizione che sembra più un peso che un vantaggio. 

Insomma sarebbe un crimine non sottolineare i meriti della Juventus. Ma fondamentalmente i bianconeri si sono limitati a investire con accuratezza, dare continuità alla parte tecnica e mantenere inalterata la voglia fondamentale di migliorarsi sempre, anno dopo anno, senza strafare. Ecco soprattutto quella voglia, almeno all'inizio di questo ciclo di vittorie, quando l'egemonia torinese sembrava ancora roba da poco, è decisamente mancata alle avversarie. E adesso, che il distacco pare insormontabile, nessuna si azzarda a fare il passo più lungo della gamba rischiando a livello economico e/o a livello tecnico.

Perché i trofei alla fine non interessano più a nessuno. Servono i soldi e per quelli basta arrivare quarti. Con buona pace del tifoso che vorrebbe sapere com'è vincere la nuova Serie J.

Juventus - Cristiano Ronaldo Day
Fonte: l'autore Alessandro maria Savoia

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