La Juventus mette il vestito migliore nel gala di San Siro

Superata in campo e in classifica l'Inter di Antonio Conte grazie a un gioco scintillante illuminato da Pjanic e concretizzato da Higuain e Dybala

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(315 articoli pubblicati)
Paulo

Negli occhi i ventiquattro passaggi che hanno portato alla rete di Gonzalo Higuain che ha deciso il match, nella testa una Juventus che, dopo anni di oscurantismo tattico e catenacci incomprensibili,  gioca finalmente a calcio provando a sfruttare i piedi buoni. E' ancora presto, sia chiaro, per dare un giudizio, ma la differenza di cultura calcistica rispetto al predecessore fa si che il calcio di Maurizio Sarri possa fare innamorare l'esigente pubblico dello Stadium, dopo anni di faticosi e raffazzonati 1-0.

E' un dominio, quello della Juventus, che viene fuori nelle grandi partite che finalmente propone la serie A: la titubante squadra delle prime partite di settimana in settimana è in crescita, l'idea di gioco si vede e c'è.

L'Inter dell'ex Antonio   Conte si è mostrata all'altezza ma ancora lontana dai sogni Scudetto anche per colpa di una panchina non all'altezza:  il tempo è dalla parte del tecnico leccese che sarà bravo a non fare disunire un ambiente appena alla prima sconfitta (cosa accaduta sempre negli anni passati).

Dybala è stato uno straordinario emporio di giocate mai banali e non a caso a sbloccato il risultato. Ronaldo è stata la solita furia (sfortunato al Var e sulla traversa), ma il vero poeta è stato Miralem Pjanic: ha cantato, portato la croce e illuminato. Al centro del progetto di  Sarri, il bosniaco è stato impareggiabile direttore d'orchestra di una  sinfonia mai così bella. Cuadrado poi ha portato un nuovo modo di fare il terzino destro: tecnica, dribbling e grande attenzione difensiva.   I cambi nella ripresa hanno poi fatto la differenza: Bentancur e Higuain (il primo con il passaggio, il secondo con la finalizzazione chirurgica) sono stati decisivi per la vittoria.  Ed è una squadra che può ancora crescere soprattutto quando De Ligt (sempre troppo aggressivo) imparerà a tenere le mani a posto in area di rigore. Il futuro è suo, sta migliorando di partita in partita, ma al momento è l'anello debole (si fa per dire ovviamente).

E  l'Inter?  I nerazzurri hanno giocato compatti, lottato e sofferto su ogni palla, ma nella ripresa (una volta perso Sensi per infortunio), sono calati. Hanno subito la pressione bianconera anche se con  Vecino hanno sfiorato addirittura la rete della vittoria. La coperta, per rivaleggiare con la Juventus, è ancora troppo corta e  mancano anche delle soluzioni tattiche alternative. Il 3-5-2 è sinonimo di compattezza, ma gli esterni sono davvero poca cosa rispetto all'avversario. Quello che soffre di più è Godin, grande campione uruguaiano,  che non abituato alla difesa a tre soffre tantissimo sull'esterno.  E' stato preso di infilata tantissime volte fino alla sostituzione con il giovane Bastoni.  Va rivista la sua posizione, che sommata a una età non più verde, potrebbe diventare un problema. L'ideale è mettere al centro l'ex capitano dell'Atletico Madrid, per preservarne il posto in squadra, allargando Skriniar e De Vrij.

In avanti mentre Lautaro Martinez ha mostrato di essere non solo  il futuro dei nerazzurri, ma anche il presente,   con giocate di alta qualità e un senso di pericolosità costante, Romelu Lukaku è apparso a dir poco imbarazzante: piedi di marmo, intelligenza calcistica pari a zero, è utile solo se sta bene al 100 per cento. San  Siro ha mugugnato molto e sembra quasi una bestemmia che la Juve questa estate lo volesse in cambio di  Paulo Dybala.

Nulla è deciso, sia chiaro, ma il campionato ha parlato: sarà sempre  e solo la Juventus e  la sua ossessione Champions, l'avversaria di se stessa. Ma questa sarà una nuova storia da scrivere.

Juventus v Bologna FC - Serie A
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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