La Juventus corteggia Godin per blindare la difesa

L'uruguaiano, per leadership ed esperienza internazionale, è l'uomo giusto a guidare la retroguardia juventina.

di Giacomo Carlesso
Giacomo Carlesso
(11 articoli pubblicati)
Diego Godin

Il pressing della Juventus sul difensore centrale dell'Atletico Madrid, Diego Godin, da giorni si fa sempre più insistente. Nonostante il parere contrario dell'allenatore dei colchoneros, Diego Simeone, la società sembra intenzionata a non proporre il rinnovo al capitano dell'Uruguay, accettando così il pagamento della clausola, ammontante a 20 milioni di euro, da parte del club acquirente.

Con Diego Godin, la Juventus si assicurerebbe uno dei miglior difensori centrali al mondo, forse il miglior marcatore in circolazione.  Un giocatore, che a 32 anni compiuti, si trova all'apogeo della sua maturazione calcistica, sia fisica che mentale. In carriera vanta, tra gli altri trofei, una Liga (vinta nel 2013-14) , due Europa League (l'ultima conquistata nella stagione appena trascorsa) ed una Coppa America, conseguita in Argentina nel 2011. La suddetta maturità, abbinata all'esperienza internazionale, del numero 2 dell'Atletico costituisce l'elemento mancante nell'attuale difesa bianconera, utile a riportare, dopo 23 anni, la Champions League a Torino. 

Infatti, alla luce dei numeri, è possibile constatare che il trentasettenne Barzagli, con 38 gettoni all'attivo, è stato il difensore centrale più impiegato (assieme a Chiellini, che però ha disputato un match in meno in Coppa dei Campioni rispetto al centrale di Fiesole) da Allegri nella scorsa stagione. Segno di una bocciatura nei confronti del timido Rugani, che potrebbe ritrovare le sicurezze perdute in questi tre anni raggiungendo il maestro Sarri a Londra.

Nonostante la capacità di comandare la difesa e l'intelligenza tattica che lo contraddistinguono, Barzagli ha perduto l'esplosività degli antichi fasti, dimostrandosi, talvolta, inadeguato ai ritmi dei top team del calcio europeo. Chiellini e Benatia, dalla loro, pagano l'istinto irrazionale dei cani da seguita, che dimenticano di collegarsi al padrone da quanto sono presi nel correre appresso alla preda. Perciò richiedono di qualcuno che li guidi. Infine, il neoarrivato Caldara necessita di un lasso di tempo, più o meno lungo, per comprendere le dinamiche del mondo juventino ed affianco al centrale uruguagio potrebbe crescere come è cresciuto Josè Gimenez nell'Atletico e con la Celeste. 

Ecco perché Godin si potrebbe dimostrare un acquisto fondamentale per agguantare la coppa dalle grandi orecchie, come fu, per certi versi, quello dello Zar Pietro Vierchowod che a 37 anni, alla prima stagione con la Vecchia signora, si giocò 120 minuti nella finale di Roma contro l'Ajax. L'esito di quella serata rimane impresso negli almanacchi...     

La fonte dell'articolo è l'autore Giacomo Carlesso

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