La Juve a Manchester ha dato un segnale di forza

La sfida con i Red Devils è stato un ulteriore passo avanti per dare sostanza alle ambizioni europee della squadra di Allegri

di Marcello Lavetti
Marcello Lavetti
(94 articoli pubblicati)
Juventus v AC Milan - Serie A

Max vs. Mou. Alla fine metteva quasi tristezza Mourinho. Il generale dalle molte medaglie è parso sperduto e inerme di fronte all’avanzare delle armate bianconere, l’unico sussulto è stato in quelle tre dita alzate a ricordare a tutti i fasti del triplete. Ma sono passati otto anni, e lo Special One pare aver perso i superpoteri. Allegri ha stravinto sotto tutti i punti di vista, sfruttando al meglio l’organico ma soprattutto schierando una squadra dalla personalità straripante, in grado di dominare il gioco come pochissimi altri nella gloriosa storia di Old Trafford.  Lo stadio dello United è stato ancora una volta il Teatro dei Sogni, ma stavolta solo per i tifosi che vestivano maglie bianconere. Un autentico atto di forza quello della Juventus, un monito per tutte le avversarie che dovrà affrontare dagli ottavi di finale in poi, quando il livello diventerà altissimo e la qualità emergerà inevitabilmente senza il paracadute del girone. Max e Mou sono due tecnici della scuola “risultatista”, ma in questa deliziosa serata di Manchester l’etichetta è parsa valida solo per il portoghese, perché il toscano che non ama prendersi sul serio ha messo in campo una formazione che ha convinto soprattutto sul piano del gioco, seguendo le tracce del solco tracciato dal Real Madrid tricampeones di Zidane. Che significa pochi schemi ma efficaci e soprattutto la mentalità vincente di chi vuole imporre il proprio gioco. Questa Juve non sarà mai una macchina di combinazioni e griglie di campo da rispettare come recita il verbo guardioliano, ma è solida e conscia delle proprie capacità ed in grado di fronteggiare qualsiasi contesto tattico senza perdersi nello schematismo a tutti i costi.  Sia a Valencia che a Manchester i bianconeri hanno comandato la partita, un enorme passo avanti se pensiamo alle balbettanti prestazioni casalinghe di qualche mese fa contro Tottenham e Real Madrid.

CR7 rules. L’acquisto di Cristiano Ronaldo serviva per fare un passo avanti nel potenziale di squadra ed ancor di più nella mentalità vincente. Vero che la Juve ha giocato due finali di Champions League negli ultimi quattro anni, ma le sconfitte contro le due corazzate spagnole avevano origini precise, figlie di una minor qualità complessiva e di una coscienza nelle proprie possibilità che aveva bisogno di fare un ulteriore e decisivo step. La vittoria contro lo United è parsa la spia accesa sul verde verso questi obiettivi. Ronaldo non ha segnato ma ha trascinato i compagni nei momenti decisivi. Ad inizio match ha rincorso un avversario e gli ha strappato palla in tackle, qualche minuto dopo ha sciabolato il traversone su cui è nato il gol partita di Dybala con la decisiva collaborazione di Cuadrado. E poi una legnata su punizione ed il siluro su cui De Gea ha fatto il miracolo. Una prestazione di livello che ha contagiato anche la Joya argentina, tornata ad essere decisiva in un match che conta. Paulo è attualmente il bomber di coppa con quattro reti, la vicinanza di CR7 pare aver risvegliato in lui quel talento che pareva smarrito in Europa dopo la doppietta in faccia a Messi di due stagioni orsono. A centrocampo Pjanic ha “pirleggiato” a piacere e Matuidi ha bullizzato Pogba, ma a sorprendere è stata la personalità con cui Bentancur ha distribuito gioco e morso caviglie, con il solo (grave) neo di una sanguinosa palla persa da cui è nato il palo del polpo Paul. Mancava la fisicità di Mandzukic, Can e Khedira ma nessuno se n’è accorto, perché la Juve ha deciso di metterla sul piano tecnico e lo ha fatto aumentando la precisione nei passaggi a partire dagli esterni, sfruttando l’arroganza del talento di Cancelo così come la ritrovata vena di Alex Sandro.
Douglas Costa e Bernardeschi hanno partecipato solo nel finale alla festa, ma in futuro saranno certamente due risorse fondamentali. Il prossimo passo, come ha dichiarato lo stesso Allegri, sarà la capacità di chiudere prima le partite. L’ultimo tassello per edificare la Casa dei Campioni.

 

 

Fonte: l'autore Marcello Lavetti

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