Juventus: un bilancio della gestione Sarri

Quali sono stati i principali punti di debolezza dell'ex tecnico bianconero?

di Stefano Cavallaro
Stefano Cavallaro
(136 articoli pubblicati)
Juventus v Genoa CFC - Serie A

L'esperienza di Sarri alla guida della Vecchia Signora è durata solamente un anno. Quando fu ingaggiato le premesse erano ben altre e la dirigenza si aspettava un cambio di marcia importante soprattutto nella qualità del gioco espresso dalla squadra. L'obiettivo era quindi quello di imporsi a livello europeo e nazionale giocando bene. Il buon Maurizio non è riuscito in questa impresa ed è stato esonerato al termine della stagione.

Che cosa non ha funzionato? 

QUALITA' DEL GIOCO: non si è vista la sua mano e spesso la Juve ha ottenuto i risultati solo grazie ai colpi dei singoli (vedi Ronaldo e Dybala). Uno dei marchi di fabbrica del credo sarriano è proprio il bel gioco come ammirato nelle sue precedenti esperienze sulle panchine di Napoli e Chelsea. Le sue squadre hanno sempre giocato a memoria, sono quindi mancate le trame tattiche e gli schemi collaudati che facevano girare a mille i suoi giocatori.   

RESA E COLLOCAZIONE TATTICA DEI GIOCATORI: non è riuscito a farli rendere al meglio in relazione ai suoi dettami tattici. La Juventus ha sicuramente una rosa ampia e completa tanto che durante la stagione poteva permettersi il lusso di panchinare a turno giocatori del calibro di Douglas Costa, Higuain, Dybala e Bernardeschi. In questo contesto Sarri non è riuscito a tirare fuori un surplus dal materiale a sua disposizione nonostante avesse dei valori in rosa su cui lavorare. Un esempio lampante di questa mancanza è stato Pjanic. Il tecnico napoletano aveva fin da subito investito il bosniaco nel ruolo di playmaker basso a centrocampo da cui doveva passare tutto il gioco della squadra. L'obiettivo era quello di fargli toccare più palloni possibili per avviare al meglio tutta la manovra complessiva basata sul possesso palla. Insomma, doveva agire in stile Jorgihno. Pjanic ha faticato molto in questa stagione tanto da perdere la titolarità a favore di Bentancur nella parte finale della stagione ed alla fine è stato pure scambiato con Arthur del Barcellona. Le migliori stagioni di Miralem sono state quelle nella Roma in cui agiva da trequartista, ruolo che gli è più congeniale alla luce delle sue indubbie qualità tecniche. Il suo adattamento a playmaker non ha funzionato: il compito di un allenatore è sempre quello di trovare la collocazione ideale per i propri giocatori in modo che possano esprimersi al meglio come singoli all'interno di un contesto di squadra. E' sempre una forzatura adattare i giocatori ad un sistema di gioco prestabilito, anzi, il ct dovrebbe intraprendere proprio il percorso inverso. Alla luce delle caratteristiche dei vari elementi presenti in rosa dovrebbe studiare il modulo e gli schemi più adeguati per ottenere il massimo da tutti. In generale non ci sono stati giocatori il cui rendimento sia cresciuto o migliorato con Sarri. Basta guardare indietro di qualche anno per ricordare le migliori stagioni dei vari Hysaj, Ghoulam, Allan, Callejon sotto la sua guida. I terzini, le mezzali e gli esterni d'attacco, fiori all'occhiello del suo credo tattico, non sono sbocciati alla Continassa.          

RISULTATI: se è vero che la Juventus si sia riconfermata a livello nazionale vincendo il nono scudetto di fila non si può dire che sia stato merito dell'ormai ex allenatore bianconero. E' evidente che Dybala e compagni abbiano vinto per la mancanza di una vera rivale in grado di contrastarli fino alla fine del torneo. Tra l'altro, questo tricolore, è stato quello più sofferto degli ultimi anni visto che l'Inter di Conte è arrivata ad un solo punto di distacco dai campioni d'Italia. Sulle spalle di Sarri grava la pesante eliminazione in Champions League subita dal modesto Lione in cui la Juve (eccetto CR7) ha fatto una figuraccia contro un avversario nettamente inferiore ed abbordabile. In una gara da dentro o fuori in cui bisognava dare il mille per mille, l'atteggiamento generale ed il gioco sono stati scarsi. La coppa dalle grandi orecchie era il vero obiettivo della Juventus ed è svanito nuovamente.  

Hellas Verona v Juventus - Serie A
Fonte: l'autore Stefano Cavallaro

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