Giovani e millennial: Kean esplosivo, è nata una stella?

Potrebbe essere quella novità spariglia carte contro l'Atletico Madrid, con la sua forza, ingenuità, follia lucida e talento: perchè non pensarci?

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(299 articoli pubblicati)
Juventus v Udinese - Serie A

E' nata una stella? O forse non ci eravamo accorti che stava già splendendo? Stiamo parlando di Moise Kean, arrivato a dieci anni in casa Juventus, primo "millenial" (è nato nel Febbraio nel 2000) a realizzare una rete in serie A a Bologna due stagioni fa. Fisico da corazziere, già ha debuttato con la maglia azzurra della nazionale maggiore di Roberto Mancini, punto fermo della nazionale Under 21, richiesto da tutta Europa. Dopo un anno di apprendistato a Verona, giocando con una squadra scarsissima e destinata (come è stato alla fine) alla retrocessione in serie B, è tornato alla Continassa per giocarsi le sue carte.

Purtroppo con in avanti gente come Dybala, Cristiano Ronaldo e Mandzukic, e con le ambizioni della squadra bianconera, era ed è molto difficile trovare spazio in serie A per un ragazzo di appena 19 anni dalle indubbie qualità: immaturo ancora nella testa (troppe feste dicono a Torino), ma con delle doti tecniche e fisiche di prim'ordine, è il punto di partenza da cui ripartire per la rifondazione bianconera ed aprire un nuovo ciclo.

Certo, in Italia fare giocare un giovane prima della fine della sua carriera sembra un azzardo che nessun tecnico vuole fare: Allegri fino ad ora aveva concesso solo 3 minuti in due gare a questo ragazzo.  Si era visto, come al solito con una bella rete, a Bologna in Coppa Italia. Davvero molto poco se si pensa che spesso han giocato in avanti, nonostante l'enorme vantaggio, sempre gli stessi senza mai concedere spazi ad altri anche quando si trascinavano. Potrebbe essere quella novità spariglia carte contro l'Atletico Madrid, con la sua forza, ingenuità, follia lucida e talento: perché non pensarci?

Ovviamente l'Udinese non era un  avversario da fare tremare i polsi, ma la Juventus B di ieri sera è piaciuta per voglia e attenzione, ha realizzato quattro reti che sono un ottimo viatico per il match di Champions contro l'Atletico Madrid, ed ha messo in mostra Moise Kean la cui stella ha illuminato uno Stadium che ha continuato a beccarsi con un assurda contrapposizione tra le due curve.

E se il bomber azzurro è esploso con una meravigliosa doppietta e un calcio di rigore procurato con una certa malizia (sciagurato Opoku), la partita di ieri sera ha segnato, di fatto, la chiusura della carriera, almeno a questi livelli di Andrea Barzagli.

Il campione del Mondo 2006, straordinario  protagonista delle vittorie dei bianconeri in questi ultimi anni, ha dovuto lasciare il campo dopo più di 20 minuti per cedere il posto a Bonucci: i muscoli ormai sono usurati e, come dimostrato nella gara di Champions League con il Manchester, ormai non ci sono più quelle caratteristiche di esplosività che facevano del difensore toscano un marcatore straordinario.  E' sempre brutto dirlo, ma ormai Andrea Barzagli  può essere utile ormai solo fuori dal campo: a fine stagione il totem smetterà di giocare (almeno a Torino, ma crediamo che lasci definitivamente). Il calcio è questo: quando sorge un nuovo sole,  la notte che è appena passata si porta via quello precedente. Bisogna solo accettarlo.

Juventus v Udinese - Serie A
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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