Gasperini conosce bene la Juventus e sa come metterla in difficoltà

Conosce la Juventus meglio di qualunque altro allenatore del campionato, e forse è per questo che spesso trova le contromisure adeguate per rallentarla

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(261 articoli pubblicati)
Atalanta BC v SSC Napoli - Serie A

Se la Juventus dei sette scudetti consecutivi e delle due finali di Champions ha vinto soltanto tre volte contro l’Atalanta negli ultimi sei scontri diretti un motivo ci sarà. La resistenza orobica ha nomi e cognomi, a partire da Gian Piero Gasperini, uno che dal 1994 al 2003 ha imparato l’arte nelle giovanili bianconere e se l’è portata appresso da Crotone fino a Bergamo. Conosce la Juventus meglio di qualunque altro allenatore del campionato, e forse è per questo che spesso trova le contromisure adeguate per rallentare (ma non arrestare visto che in nerazzurro non l’ha mai battuta) la corazzata bianconera. Altri elementi di sofferenza sono Gomez e Zapata, due che hanno spesso messo in crisi i meccanismi difensivi juventini con le loro caratteristiche. La tecnica e la capacità di giocare tra le linee del primo abbinata a una visione di gioco e un piede fuori dal comune, la forza dirompente e la velocità del secondo, un cocktail che negli ultimi anni la Signora ha fatto fatica a digerire. 

L’Atalanta è una squadra fisica, organizzata, reduce da un 3-3 in rimonta contro la Roma e con il migliore attacco della A davanti a una Juventus che dovrà puntare sulle sue individualità per conquistare le semifinali di Coppa Italia. «I nerazzurri sono l’unica squadra in grado di tenerci testa fisicamente – la lettura di Allegri -. Hanno il miglior attacco, sono in condizione e creano moltissimo. Ci fanno faticare perché sono fisici e se la giocano sempre in attacco, anche se spesso concedono qualcosa indietro». 

Ufficializzato Caceres  che per la prima volta dal suo ritorno siederà in panchina, ancora out Mandzukic, a centrocampo rientra Pjanic con Bentancur e Matuidi. Davanti Allegri dovrebbe confermare Dybala e Ronaldo insieme a Bernardeschi, in difesa rientra Cancelo dal primo minuto con Rugani, Chiellini e Alex Sandro davanti a Szczesny. «Gioca lui perché Perin sarà titolare contro il Parma». Al momento tra i due il polacco offre più garanzie, dunque preferito per una partita secca che vale la semifinale. Per quelle di Champions c’è ancora tempo. «Sento sempre parlare di Atletico Madrid. Non c’è scritto da nessuna parte che la Juve è la favorita, è una cosa folle, ma speriamo che questo sia l’anno buono». La Juventus però deve aumentare il livello del suo gioco apparso scarso e senza costrutto, fondato solo su individualità di altissimo profilo ma che non esaltano il collettivo.  La Champions si avvicina ed è l'unico vero obiettivo stagionale: non vincerla con Ronaldo in squadra sarebbe una delusione atroce e il campione portoghese è stato preso solo ed esclusivamente per questo obiettivo.

Gasperini ha dalla sua il fattore campo e un Atleti Azzurri d’Italia tutto esaurito, per spingere la Dea oltre il muro bianconero. «Conosciamo le difficoltà della partita e la forza della nostra avversaria, ma chissà che non si possa fare risultato. Loro rimangono i favoriti, ma noi giochiamo in casa, c’è fiducia per i risultati recenti e per il fatto di essere in un momento positivo». Questa sera sapremo.

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Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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