Il derby della Mole alla Juventus: finché c’è Bonucci c’è speranza!

Andrea Pirlo e' baciato ancora una volta dalla sorte, o meglio dal proverbiale fattore C , fondamentale  come sosteneva Arrigo Sacchi per una  carriera vincente

di Luca Sala
Luca Sala
(236 articoli pubblicati)
Juventus Unveils Andrea Pirlo As New U23

Ciccio Graziani, uno che non le manda a dire, paragona Pirlo allenatore della Juve a un neopatentato diciottenne cui venga bellamente affidata la guida di una fiammante Ferrari, col probabile risultato di andare a sbattere in entrambi i casi.

Sono convinto abbia sostanzialmente ragione, purtroppo per il grande attaccante umbro però la proprietà delle 2  leggendarie realtà è la medesima, padronissima di fare e disfare a proprio insindacabile godimento,  divertendosi come solo i ricchi sanno fare facendo correre nello zoo di famiglia tanto la zebra che il cavallino rampante.

La responsabilità di trasformare un signor giocatore in allenatore credibile è tutta di Andrea Agnelli, infatti Schopenhauer Pirlo parlava divinamente solo con i piedi mentre da mister la sua  pesante cantilena è riservata esclusivamente - e fortunatamente dico io -  al canale ufficiale della società, abile a proteggerlo come andava fatto anche e soprattutto con Maurizio Sarri divenuto presto  povero zimbello simile alla tipica maschera torinese Gianduja più che al vincitore dell'Europa League dell'anno prima.

Due pesi e due misure insomma, l'occasione persa con il sanguigno ma sincero tecnico toscano a fronte di una operazione di puro snobismo più che di vero azzardo puntando sul novello mister triste dal grande ciuffo laccato.

Curioso sia proprio il Milan finora a far di tutto per negargli la soddisfazione di vincere subito lo scudetto del decennale, in pratica, come direbbe Moggi, la stessa squadra che lo considerò finito da giocatore potrebbe stroncarne sul nascere la carriera da allenatore!

Dalla sua il bresciano ha però fior di campioni, lui e CR7 s'intendono a meraviglia, i vecchi marpioni Bonucci & Chiellini gli fanno da body guard e Alvaro Morata è lo stesso fior di attaccante che gli fornì l'assist, sempre a tempo abbondantemente scaduto, con cui l nel lontano 2014 infilzò il povero Toro vincendo come oggi dalla panchina il derby per 2 a 1.

Fonte: l'autore Luca Sala

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