Dani Alves aveva ragione su Paulo Dybala

Il caso dell'argentino bianconero relegato ai margini del Ronaldo team

di Luca Sala
Luca Sala
(240 articoli pubblicati)
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Quando Alves giocava con Dybala era certamente un'altra Juventus, ma quanto il terzino fenomenale sentenziò vale soprattutto  per la squadra di oggi. Infatti quella sua frase "Dybala per crescere dovrebbe lasciare la Juve", suscitò materia di accese discussioni col risultato che la Vecchia Signora fece a meno di lui molto volentieri.

Col senno di poi mai  sentenza fu più profetica di quella dello scapigliato Nostradamus brasilero, se è vero come è vero che di Paulino non c'è più traccia. Da sportivo amante della tecnica e del talento applicati al calcio sono assolutamente deluso e sinceramente incredulo di come Allegri possa bellamente fare a meno di tutto ciò, soprattutto avendo a disposizione il campione dei campioni CR7 con il quale la convivenza non potrebbe che sortire meraviglie .

Prima il croato Mandzukic poi il fiorentino Bernardeschi sono stati preferiti al genietto argentino , subentrato a mo' di contentino neanche troppo spesso. Da parte mia assistendo a casi simili da parte degli allenatori specialmente italiani,mi sono convinto che esista nella categoria una sorta di autentico autolesionismo inspiegabile se non in nome di un esasperato agonismo e generosità tassativamente richiesti ai calciatori,nemmeno si parlasse di triathlon.

Chiaramente per onor di cronaca ammetto come Paulo Dybala pecchi essenzialmente di carattere, della garra tipica degli argentini che in lui non esiste proprio. Quando i superesperti commentatori del nostro calcio lo accostarono al Cabezon Omar Sivori, vera assoluta gloria bianconera di sempre, indovinarono solo per i calzettoni abbassati di entrambi, nient'altro direi.

A me il damerino argentino ricorda piuttosto Alain Delon per le fattezze del suo bel viso D'Angelo, più bello che bravo insomma, ma tornando sul pezzo credo sinceramente che Dybala non sia adatto al calcio italiano e ai suoi allenatori che, come acciuga Allegri, fanno della tattica il loro vangelo calcistico.

Quindi, per il bene del designato erede di Lionel Messi, non resterebbe che confidare nella sua pur dolorosa cessione sapendo fin d'ora come miracolosamente gli occhi di Marotta abbiano il potere di allinearsi quando si tratta di mettere a fuoco la compravendita delle superstar coi tacchetti.

Butto lì una provocazione per gennaio 2019: scambio alla pari tra Juventus e Manchester United Dybala/ Pogba, per vedere chi tra me e Alves sia più mago!

Fonte: l'autore Luca Sala

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