CR7 principe d’Arabia, prima finale e primo trofeo vinto

La Juventus vince per uno a zero grazie alla rete del suo migliore giocatore. Onore ad un Milan dal gran carattere

di Marcello Lavetti
Marcello Lavetti
(94 articoli pubblicati)
AC Milan v Juventus - Serie A

He got game. È stato acquistato per vincere le finali, e così Cristiano Ronaldo ha deciso di cominciare fin da subito. Supercoppa italiana conquistata con una incursione delle sue, con scatto sul filo del fuorigioco ed inzuccata che incenerisce un Donnarumma non proprio deciso nel respingere. È il destino di chi è abituato ad essere decisivo nelle partite senza un domani, un mestiere che il numero sette portoghese conosce bene da ormai una quindicina d'anni. E ci voleva proprio una zampata da fuoriclasse per scuotere una Signora invero sonnecchiante per lunga  parte del match, forse per il caldo o magari per la forma non eccezionale di alcuni elementi, Pjanic e Bonucci in primis. Al Milan resta la rabbia per un rigore reclamato nel finale, che fa il paio però con il mani galeotto di Zapata nel primo tempo non punito da Banti, ma anche l'orgoglio per una prestazione di carattere proprio quando gli esplodeva tra le mani il caso Higuain.

Caldo arabo. Non è stata esattamente una partita memorabile, con due squadre che procedevano a strappi ed incapaci di grossi ritmi a causa della temperatura da serata d'estate agostana. Il Milan si presenta con Cutrone in luogo del "malato" Higuain, e prova a sorprendere la Juve con il baricentro tenuto alto per stroncarne il palleggio, ma se Pjanic è bloccato ci pensa Cancelo a portare sconquassi dalla fascia destra,  mettendo in croce Rodriguez fino a che la benzina glielo consente. Un paio di tiri dell'ex interista sfiorano il palo, ma a scatenare davvero gli oh dell'entusiasta pubblico sono i tiri di Ronaldo, in particolare con una mezza rovesciata che supera la traversa dopo il primo rimbalzo del pallone. Cutrone ci tiene a sfruttare l'occasione e solo la traversa gli nega la gioia del gol dopo un bel movimento da centravanti di razza. Con un centrocampo poco dinamico e un Dybala poco ispirato, ci pensa Douglas Costa a dare qualche scossa in casa bianconera, ma senza creare vere opportunità. Bakayoko si fa il mazzo nel mezzo, supportato da un Kessie un po' arruffone e da un Paqueta' sorprendente per abnegazione anche se poco incisivo nella rifinitura. A spezzare l'equilibrio ci pensa a metà ripresa l'assist vincente di Pjanic, che trova CR7 per il colpo di testa che decide la contesa. È l'unico ma decisivo lampo del bosniaco, apparso affaticato per gran parte del match e poi sostituito da Emre Can. Il redivivo Higuain ed il frizzante Borini sono le mosse di Gattuso per tentare di ribaltare l'inerzia della gara, ma a rovinare tutto ci pensa la sciagurata tacchettata di Kessie sullo stinco di Emre Can, rosso indiscutibile seppur con l'avallo del Var. La Juve non affonda il colpo malgrado la superiorità numerica, e così Allegri si arrabbia dando lavoro al quarto uomo. Bernardeschi e poi Khedira entrano per congelare il risultato, mentre dall'altra parte si segnala un Higuain apparso in ottima forma con un paio di belle iniziative che fanno crescere il rimpianto per il mancato impiego dall'inizio, frutto di una scelta evidentemente politica della società.

Giustizieri e Pistoleri. Ottava Supercoppa per la Juventus è primo segnale di quanto Cristiano Ronaldo potrà essere decisivo quando la posta in palio sarà ancora più pesante, a partire dagli ottavi di Champions League contro l'arcigno Atletico Madrid del Cholo Simeone. Certo ci vorrà una Juve ben più tonica e determinata di quella vista a Gedda, ma al solito Allegri saprà tirare fuori il meglio dai suoi ragazzi quando sarà il momento. Il Milan esce sconfitto, ma può consolarsi con la crescita sicura del talento Paqueta' e con la conferma dell'affidabilità di altri giovani ma fondamentali elementi come Bakayoko e Cutrone. Resta da capire il destino del Pipita, con la trattativa col Chelsea ormai ad un passo dall'esito positivo. Sarà il pistolero Piatek il sostituto di Gonzalo? Probabile, con la formula del prestito con obbligo di riscatto ad una cifra non inferiore ai quaranta milioni. 

Fonte: l'autore Marcello Lavetti

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