1931: Roma e Juventus valgono un film

Cinque a zero, oltre al risultato, sarà anche il titolo di uno dei primi film sul calcio

di Stefano Bedeschi
Stefano Bedeschi
(31 articoli pubblicati)
roma 1931

Campionato 1930-31:  la Juventus che, ingaggiando dall’Alessandria l’allenatore Carlo Carcano e Giovanni Ferrari, completa un organico già fortissimo. La vera inseguitrice della truppa bianconera è la Roma del cannoniere Volk e di Fulvio Bernardini, limpido fuoriclasse e altrettanto grandissimo allenatore.

Il 15 marzo 1931 i giallorossi battono i rivali bianconeri con un clamoroso 5-0, dando il via a un testa a testa che si risolverà in favore dei bianconeri solo il 28 giugno. Quel giorno Roma e la Juventus si trovano in testa alla classifica; il pubblico occupa tutti i posti dello stadio in legno del Testaccio. È la prima volta che la Capitale ha una squadra in lotta per lo scudetto; lo spettacolo offerto dal pubblico è grandioso.

Quando l’arbitro Carraro fischia l’inizio, questi sono gli schieramenti:

ROMA: Masetti; De Micheli e Bodini II; Ferraris IV, Bernardini e D’Aquino; Costantino, Fasanelli, Volk, Lombardo e Chini. Allenatore: Burges.

JUVENTUS: Combi; Rosetta e Caligaris; Barale, Varglien I e Vollono; Munerati, Cesarini, Vecchina, Ferrari e Orsi. Allenatore: Carcano.

I goal: Lombardo al 6’, Volk al 51’, Bernardini su rigore al 61’, Fasanelli al 78’, Bernardini all’88’.

«L’incontro di ritorno fra la Roma e la Juventus – racconta Vittorio Pozzo su “Stampa Sera” - farà epoca nella storia del calcio italiano e per il risultato e per l’andamento del gioco e per il tono generale eccitato della giornata. La Juventus, squadra di testa del campionato e compagine dominatrice del momento, battuta per 5-0, battuta per un punteggio che ha in sé del gigantesco, data la situazione. Un andamento di gioco che vide i torinesi comportarsi tecnicamente male e i romani contenersi, sempre in linea tecnica, non gran che meglio. Un ambiente fra i più nervosi: fuori del campo urla, incitamenti, un piccolo pandemonio, e sul campo, una battaglia invece di una gara, una faraggine di azioni rotte, spezzettate, individuali, spesso violente, un giocatore ferito, tre altri espulsi, e una quantità di piccoli e grandi incidenti antipatici e antisportivi. Complessivamente una brutta giornata di sport, o una giornata di brutto sport che dir si voglia.

E su questo incontro si è detto quanto riassuntivamente e genericamente è dato di dire quando si è ricordato che il primo punto fu dovuto a un pronto intervento di Lombardo mentre due difensori torinesi marcavano Volk; che il secondo fu conseguenza del permesso di centrare concesso da Caligaris a Costantino a seguito di un malinteso provocato da una decisione dell’arbitro per un incidente di gioco dopo un’energica marcata di Ferraris su Orsi; che il terzo fu una conseguenza di un calcio di rigore tirato da Bernardini a seguito di un fallo di mano apertamente commesso da Vollono; che il quarto fu conseguenza di un netto errore di Caligaris che nel tentativo di passare indietro a Combi sbagliò nettamente la palla; e che il quinto infine venne segnato da Bernardini, mentre Combi si trovava coperto da un piccolo groviglio di uomini creatosi nella sua area di rigore, mentre metà dei giocatori rimasta in campo giocava e l’altra metà discuteva».

La partita è ripresa da una troupe cinematografica per registrare alcune scene di un film dal titolo “Cinque a zero”, prodotto da Mario Bonnard. La storia racconta che il presidente di una squadra di calcio è preoccupato per il capitano della formazione, che si è innamorato di una cantante del varietà, cosa complicata dalle proteste della moglie del presidente, assolutamente contraria al gioco della squadra.

Il finale vedrà una generale riconciliazione e la conversione della presidentessa, che diventerà una delle maggiori tifose. Primo film italiano sul mondo del calcio, infelice come quasi tutti i film del genere. I battibecchi coniugali del siculo Angelo Musco e il varietà hanno più importanza del gioco. Fu Osvaldo Valenti a interpretare la parte del centroattacco, in mezzo a veri giocatori come Masetti, Ferraris IV, Bernardini.

Fonte: l'autore Stefano Bedeschi

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