Juventus: una maratona di successi “In…Inter…rotta”!

Decide, come accade da sempre quando le gare contano davvero, una rete di super Mario Mandzukic su assist dell'immenso Joao Cancelo

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(177 articoli pubblicati)
Juventus v FC Internazionale - Serie A

Nella  serata di gala nella nuova Scala del Calcio, l'Allianz Stadium di Torino (almeno per una notte), la Juventus continua, con il suo incedere elegante e allo stesso tempo massiccio, a collezionare vittorie.

Una striscia "In...Inter...rotta", possiamo aggiungere con una certa ironia, visto che nemmeno i nerazzurri sono riusciti ad arrestare la marcia della formazione di Allegri.  Un record dopo l'altro, una convinzione che cresce di settimana in settimana, una ineluttabilità del fatto storico della vittoria che si ripete come un mantra.

Nella serata in cui i creativi bianconeri Pjanic, Dybala e Cristiano   Ronaldo sono leggermente sottotono, sono i cosiddetti (se così si può dire) comprimari a decidere la sfida. E parliamo di Mario Mandzukic, che al momento del goal stava giocando a centrocampo per ridare equilibri alla sua compagine ma che si è ricordato come si fa a fare il suo mestiere   (i goal) su assist di Joao Cancelo, molto più di un esterno difensivo. Ma è anche la vittoria di Giorgio  Chiellini, che come il buon vino invecchiando migliora, perfetto calamitatore di palloni in difesa (la sua stagione top in carriera è al momento questa). 

E l'Inter? Soprattutto nel primo tempo ha avuto l'occasione per indirizzare la gara in maniera diversa con il palo di Gagliardini su assist di un Icardi che nella gara decisiva non c'è stato in maniera cattiva come avrebbe potuto e dovuto. I nerazzurri si confermano incompiuta di questo torneo anche per colpa delle scelte del suo tecnico, Luciano Spalletti, che ha perso il confronto diretto contro Massimiliano Allegri.  Come detto nell'articolo di presentazione di questo match, gli errori più comuni di questi tecnici top sono sempre gli stessi: arretrare con scelte estremamente difensive per lanciare segnali negativi alla squadra. Stavolta è stato il tecnico dei meneghini a incidere negativamente facendo dei cambi incomprensibili (come quello di Borja Valero al posto di Politano, che aveva costretto Cancelo a stare molto attento dietro) e rinunciando a Lautaro Martinez.  Errori che hanno fatto il paio con quelli dell'anno scorso (Santon per Icardi) che sono costati come al solito la sconfitta. Essere difensivisti, ricercare inutili equilibri, fanno parte di una mentalità non da grande squadra ma da provinciale a caccia del punticino. E si pagano.  E non è servito avere un Brozovic in versione deluxe, autentico direttore d'orchestra dei suoi.

Quindi bianconeri sempre più avanti in campionato, Inter che sente addirittura il fiato del Milan alle spalle: questo il responso del big match di Sant'Ambrogio. La Juventus è stata come Attila per  il campionato di serie A: ha invaso, dopo aver ricostruito dalle macerie della Serie B, come una schiacciasassi la poltrona  di dominatrice dei suoi avversari. Lo fa in maniera subdola, dandoti sempre la sensazione di essere colpibile, di non travolgerti davvero, ma alla fine ti punge come un serpente.  Improvvisa come una sentenza, velenosa come poche. E' questa  la forza dei bianconeri, difficilmente spodestabili anche quest'anno. La Champions, unica cosa che conta davvero,  è obiettivo possibile.

In  Italia nessuna squadra, purtroppo per l'interesse della serie A, è al livello della formazione di Max Allegri.

Ma questa è un'altra storia.

Juventus v FC Internazionale - Serie A
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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