2020 Juventus: dal fallimento di Sarri all’esperimento Andrea Pirlo

I bianconeri hanno cambiato la guida tecnica dopo il deludente apporto del tecnico toscano, puntando su una scommessa che per ora ha convinto poco

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
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Messi

Il 2020: l'anno del covid, ogni certezza si è sbriciolata e anche il dominio della Juventus si è sgretolato!

E' ancora presto per dire se i bianconeri abdicheranno e non otterranno la "decima" vittoria in campionato, ma le premesse non sono buone. Finito l'effetto Allianz, senza pubblico e dunque senza quella calotta di calore che aumentava ancora la determinazione dei bianconeri, la squadra del presidente Agnelli è sembrata "normalizzarsi".

L'esperimento Pirlo, inizialmente destinato a guidare l'under 23 e poi chiamato a furor di popolo per sostituire Maurizio Sarri, non ha ancora convinto del tutto. L'iniziale utilizzo della difesa a tre, ultimamente abbandonato dal tecnico per un più logico schieramento a quattro, non è piaciuto molto ai tifosi. Anche Bonucci come regista in fase di possesso palla è sembrato un azzardo. 

Qualcosa di buono si è visto, soprattutto grazie alla splendida vena di Cristiano Ronaldo (sempre decisivo e nominato miglior giocatore del secolo), soprattutto a Barcellona in Champions League. L'ultimo disastro con la Fiorentina, al termine di una serata storta ma allo stesso tempo inquietante, ha aperto più di un campanello d'allarme!

La rosa appare incompleta, mancano almeno due giocatori a centrocampo e in attacco (per sostituire Morata, la cui assenza pesa tantissimo quelle rare volte che capita). Dybala, dopo aver preso il covid, è l'ombra di sé stesso: la Joya sembra senza forza nelle gambe e piuttosto immalinconito. La sua avventura in bianconero sembra ormai ai titoli di coda: un vero peccato.

Prima di Pirlo però si era conclusa l'era, molto breve a dire il vero, di Maurizio Sarri: completamente inadeguato all'ambiente bianconero, di cui si era chiaramente dichiarato nemico (e non è mai stato amato anche per quello), ha conquistato lo Scudetto ma al termine di una sofferenza inenarrabile.

La sua Juventus, disastrosa sul piano del gioco, quello spumeggiante che aveva richiesto, ha vinto il torneo più per la dabbenaggine delle altre che per meriti suoi. Non si è mai preso con Cristiano Ronaldo, poco ingabbiabile in schemi, e forse non aveva i giocatori adatti al suo gioco.

Lo spogliatoio, inoltre, non lo ha mai amato fino in fondo: anzi, i senatori, dopo la figuraccia contro il Lione in Champions League e la conseguente eliminazione, ne hanno preteso la cacciata.

Era inevitabile l'esonero e dunque si è arrivato alla scelta di Andrea Pirlo.

L'estate poi, mentre il mondo si sbracava, è stata quella del passaporto di Suarez, giocatore mai arrivato a Torino, che ha causato un brutto danno di immagine ai bianconeri. L'uruguayano, per fortuna sostituito dal più giovane ed efficace Alvaro Morata, aveva firmato un precontratto con la Juventus. Poi stralciato, sia per lo scandalo, sia per il fatto (appunto) che il centravanti fosse extracomunitario dopo la scelta di prendere McKennie!

Paratici, artefice di questo scellerato piano, in combutta però con la dirigenza (è ingenuo e disonesto pensare il contrario se non in malafede pura), è finito sotto indagine. Indagine che non porterà a nulla, se non a una figuraccia e alla modalità tutta italiana di trovare una scorciatoia.

Quello che ha dato fastidio, a molti tifosi anche bianconeri, è stata la sfacciataggine del gesto. Di fronte alle telecamere, con un interesse mediatico altissimo, si è voluto far vedere un potere che poi è stato ridicolizzato dagli atti e dalla stupidità dei personaggi coinvolti.

Ecco: questo il momento più buio della stagione bianconera. 

Per fortuna Suarez non è arrivato, e sarebbe stato l'ennesimo errore tecnico del direttore sportivo che ha fatto due atroci campagne acquisti, ma il danno era stato fatto.

Il 2021? Non sappiamo, l'obiettivo è la Champions League ma probabilmente la rosa non è adatta al trionfo continentale. 

Ma la storia deve essere scritta, e il bello del calcio è che solo il campo può cambiare quello che è scritto solo sulla carta!

Juventus v UC Sampdoria - Serie A
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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