Verso Inter-Juve: quando Altobelli servì un poker alla Signora

1979-80: l'Inter lanciatissima seppellisce sotto quattro reti la Juventus

di Stefano Bedeschi
Stefano Bedeschi
(31 articoli pubblicati)
'Il Calcio Malato' Football Seminar

Estate 1979: va a cominciare una delle stagioni più amare del calcio italiano, quella dello scandalo delle scommesse. Milan e Lazio verranno retrocessi in B, altre squadre subiranno penalizzazioni, tanti giocatori fra i quali Giordano, Manfredonia e Paolo Rossi subiranno pesanti squalifiche.

La Juventus si sta rinnovando e, alla fine del girone di andata, si trova in piena zona retrocessione. Ma una fantastica rimonta la condurrà al secondo posto, dietro all’Inter.

Proprio la truppa di Bersellini compie una trionfale e incontrastata cavalcata verso il tricolore. Il Milan, campione in carica, non riesce a ripetersi e sarà travolto dal calcio-scommesse.

L’11 novembre 1979, a San Siro, il lanciatissimo plotone neroazzurro travolge per 4-0 una Juve già in piena crisi. Spillo Altobelli è il mattatore con tre reti, il poker è servito da Muraro.

Agli ordini dell’arbitro Michelotti scendono in campo i seguenti undici.

Inter: Bordon; Canuti (dal 46’ Pancheri) e Baresi; Pasinato, Mozzini e Bini; Caso, Oriali, Altobelli, Beccalossi e Muraro.

Juventus: Zoff; Cuccureddu e Gentile; Furino (dal 63’ Virdis), Brio e Scirea; Causio, Tardelli, Fanna, Verza e Marocchino.

«La Juventus gioca un bel primo tempo – scrive Angelo Caroli – rischia di vincerlo, poi, improvvisamente le si fa notte attorno. L’Inter passa su un calcio di rigore discusso e si ripete due minuti dopo, quando Altobelli va ancora a segno su una seconda azione discussa. A quel punto alla Juventus deve sembrare che tutto le rovini addosso pesantemente. E accumula rabbia, disappunto, malumore e malessere.

Sul 2-0 il discorso si è praticamente chiuso fra le due squadre; ed era logico che a un atteggiamento sempre più grintoso e galvanizzato dell’Inter rispondesse una Juventus in disarmo, sfiduciata. Venivano successivamente altri due goal e si concludeva con una disfatta un pomeriggio che sembrava iniziato sotto ben altri auspici.

Nel dopo-partita nessun giocatore ha voluto rilasciare dichiarazioni, mentre Trapattoni si è limitato a una frase di circostanza: “Potevamo fare il match nostro nel primo tempo; poi in due minuti sono arrivati due episodi discutibili che hanno deciso, una partita che a quei punto non aveva null’altro da dire”.

Ieri la Juventus giocava senza Roberto Bettega. Mancava ai giovani un punto di riferimento; ma i giovani hanno sopperito alla lacuna con una prova vitale, con gioco veloce, con movimento incrociato che ha inguaiato nel primo tempo l’Inter. Dopo, come è comprensibile, tutto si è complicato ed è arrivato il buio. Fanna continua a deludere, Verza è ancora discontinuo anche se più personalizzato, Virdis è ombra di se stesso, Brio non ancora maturo per la serie A e comunque messo a disagio da un eccellente Altobelli». 

Non manca mai la battuta dell’avvocato Prisco: «Lo sapete perché non abbiamo segnato nel primo tempo? Semplice: San Siro non era ancora collegata in radiocronaca diretta, che gusto c’era a segnare contro la Juventus se poi nessuno lo avrebbe saputo? Ad ogni modo mi è sembrato che la Juventus non sia una gran cosa: il Milan è sempre alle nostre spalle ma non ci preoccupa, l’abbiamo già battuto».

Bersellini. «Nel primo tempo c’è stato un leggero vantaggio da parte della Juventus, anche perché il nostro centrocampo sbagliava troppe palle. Nella ripresa si è avuta la reazione da parte della mia squadra, perché ci siamo spinti dieci metri più avanti. Il rigore? Nettissimo. Il goal in fuorigioco? L’azione mi è sembrata regolare. Chiedete spiegazioni all’arbitro».

Mazzola mordicchia un sigaro e controlla il figlioletto che gioca nei ragazzini dell’Inter: «Quattro goal contro la Juventus io non li ho mai fatti. Il nostro successo era importante da un punto di vista psicofisico. Eravamo usciti dalla Coppa Uefa pur avendo giocato bene: un rilancio della squadra era inevitabile. Nel primo tempo c’era una Juventus da 7 e un’Inter da 6,5: nella ripresa, i bianconeri sono calati a 6,5 mentre l’Inter è salita a 8. La differenza si è vista».

Fonte: l'autore Stefano Bedeschi

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