Tra Inter e Napoli l’estro non si sprigiona: è 0-0

Inter-Napoli è un calcio che non appassiona, è la fedeltà dei tifosi e l'anniversario dell'Inter a suscitare le emozioni più forti, intanto Spalletti...

di Francesco Poli
Francesco Poli
(27 articoli pubblicati)
Coreografia Inter-Napoli

La serata in cui la tua squadra festeggia i centodieci anni di vita è sempre una serata speciale e non si può mancare. Stiamo parlando della nostra Inter, la squadra di calcio in assoluto che più appassiona, fa discutere, divide anche, ma con il pubblico più fedele, fedelissimo.

E' una lunga giornata piovosa quella che porta alla sera di Inter-Napoli. Non amo i posticipi serali, perché l'attesa è snervante, ma tutto sommato per un anniversario del genere e con un avversario importante come il Napoli è anche giusto giocare alla sera.

In settimana è stata premiata la prima Hall of fame nerazzurra, con Zenga, Zanetti, Matthaus, Ronaldo e Moratti. Potenza, carattere, esplosività, gambe d'acciaio, estro e dedizione alla maglia, Bovisa e Brasile, Germania e Argentina, Milano storica e famiglia Moratti, senza di loro, senza questa famiglia, niente di tutto questo.

Il clima non è comunque rigido, posso sbottonarmi il giaccone e dirigermi a San Siro in metro in mezzo a gente da ogni dove, Milano, Napoli, Sicilia, Slovacchia,.. Fratelli del mondo, ma sopratutto orgoglio di Milano, qui tutti vogliono stare.  I Tifosi del Napoli sono i più numerosi mai visti quest'anno, riempiono quasi tutto il terzo anello blu e quasi non si vedono, scompaiono nella foschia notturna, ma si sentono in maniera imponente, anche se saltuaria. Tanti poi si sparpagliano in tribuna. Per fortuna tutto si registra in ordine e senza tensioni.

La Curva Nord invece acclama Maicon, venuto a prendersi il premio e entrato anche lui nella grande famiglia di Inter Forever, con felpa e sciarpone nerazzurro. Quanto è forte Maicon. Nostalgia di caratteri forti e personalità prorompenti, che hanno fatto grande l'Inter.

La rivalità tra le due tifoserie si ripercuote nei trentennali cori reciproci e acerrimi, poi si passa a incitare le proprie squadre. In campo si gioca in trenta metri, ogni cambio di gioco è una boccata d'ossigeno a un calcio opprimente, ingegneristico, privo di umana creatività. Il piatto 4-3-3 di Sarri si ricompone in un reticolo dove ogni giocatore è una lancetta di un orologio, un meccanismo, un ingranaggio privo di vita che si schianta contro il muro eretto da Milan Skriniar e dai suoi compagni.

L'Inter da parte sua ritrova quella compattezza di inizio stagione, ma il modulo continua a non convincere, anche se la gara viene portata in porto sullo 0-0. Un dato statistico però impressiona, nessuna sconfitta con le prime dieci della classifica, imbattuti in tutti gli scontri diretti con le big, eppure si perde con Udinese, Sassuolo, si pareggia con Spal e Crotone. Questo è un dato che porta a una considerazione innegabile: la qualità c'è, manca la mentalità.

Eppure a fine partita stupiscono le parole di Spalletti, quanto meno per la tempistica. Parla di una squadra senza qualità, attacca indirettamente la società, parla di fatto di sforzi inutili, getta la spugna, proprio sul più bello, quando c'è da lottare per il quarto posto e dopo una serata in cui i nerazzurri giocano alla pari con il Napoli. Perché? Intanto tra i tifosi c'è chi parla di un nuovo Lippi...

Fonte: l'autore Francesco Poli

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