Spalletti, la differenza tra allenatore e grande allenatore: voler vincere!

Ieri Luciano Spalletti ha gettato al vento l'occasione d'oro per restare sulla panchina dell'Inter: battere la Juve

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(60 articoli pubblicati)
Spalletti

La coerenza nello sport non è un fenomeno che esiste. Ieri il gol di Nainggolan ha cancellato mesi di lodi verso Zaniolo e uno scambio suicida (almeno a lungo andare) ma quello che ha colpito è la "non" voglia di vincere la partita di Luciano Spalletti. Il Grande allenatore è colui che vuole prima di tutto vincere la partita, chiuderla e se necessario osare per arrivare a tanto. Ricordate il Materazzi attaccante o tutte le punte in campo che spesso metteva in campo Mourinho? La replica Spallettiana in Inter-Juventus è stata togliere proprio il Ninja in una santa gara in cui aveva la bava alla bocca e mettere in campo Borja Valero, non proprio una saetta, e poi dare il colpo di grazia con Joao Mario e la sua esaltazione per Politano, uno che con Spalletti le partite non le finisce mai.

Ma il colpo geniale è stato quello di esaltare per tutta la settimana Lautaro Martinez per poi impiegare Icardi dal primo minuto e utilizzare il Toro per appena 8 minuti, concedendo a Maurito una passerella di fischi da gran parte dello stadio. La "non" voglia di vincere le gare che contano pesa nel futuro di Spalletti che oltre ad aver "toppato" i match decisivi sia di Champions che di Europa League (oltre alla sconfitta interna in Coppa Italia con la Lazio) chiude il campionato con la sola vittoria nel derby nelle ultime sette gare con scontri diretti fermandosi al pari con Juve e Roma e perdendo con i biancocelesti di Simone Inzaghi.

Troppo poco per giocarsi la conferma per Spalletti, con l'ennesima bocciatura di Martinez che nello scampolo di gara fa molto più di Icardi in 82 minuti, gettando forse così le basi per l'addio sia del numero 9 che del tecnico di Certaldo. Il futuro è un rebus, troppe teste pensanti in nerazzurro che portano altrettanti allenatori (Zhang vuole Mou, Marotta-Conte e Ausilio un Spalletti tris) mentre quello attuale di vincere le partite non pare più averne voglia. Con buona pace dei nerazzurri.

Spalletti
Fonte: l'autore Francesco Fiori

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