Spalletti e Gattuso sono davvero utili alla causa di Inter e Milan?

Il derby ha chiarito le gerarchie attuali ma per il futuro occorrono scelte coraggiose e internazionali: e Allegri, contestato nonostante le vittorie, insegna

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(297 articoli pubblicati)
AC Milan v FC Internazionale - Serie A

L'Italia è un paese ostile in cui la cultura dell'esonero dell'allenatore, la sua clamorosa giubilazione, la panchina che salta e che brucia come se ci fosse una esplosione o un incendio causato da un piromane, fanno parte del gioco. Un Paese strano il nostro, in cui la pazienza non è mai esistita e in cui al massimo potrebbe bastare un colpo favorevole e/o contrario per fare un bellissimo cambio di tecnico, calmare la piazza che esacerbata delle sconfitte e dal tourbillon di iatture e scelte ritenute criminose dal "mister" di turno, ne chiede la testa come se si fosse  durante la rivoluzione francese: decapitare per rinascere e ricostruire!

Gattuso e Spalletti fanno parte da anni di questo mondo, a cui si potrebbero aggiungere personaggi come AllegriDi Francesco e chi più ne ha più  ne metta. Basta un risultato opposto alle previsioni ed ecco che il mondo si capovolge e la cultura dell'allontanamento diventa reale e immediata. I giornali premono, gli opinionisti spingono, i supporter non si dimenticano l'onta di quella sconfitta e si creano le condizioni per cui la sera dopo la partita sia l'ultima cena per questo o quel mister.

Il tema è quello di vedere se  ci sono i presupposti per le conferme di Gattuso al Milan e Spalletti all'Inter. Per capire quale sia la risposta dobbiamo partire da una premessa: i risultati raggiunti corrispondono al reale valore della squadra?  Quando hanno inciso gli allenatori nelle rispettive panchine? E soprattutto, se ci fosse  l'occasione, chi potrebbe prenderne il posto? Cambiare un tecnico, solo per il gusto di farlo, potrebbe essere anche divertente per chi scrive o chi segue, creare un po di pepe, scatenare risse da bar, ma alla fine non solo non cambierebbe nulla, ma addirittura le cose potrebbero precipitare. 

I risultati raggiunti dalle due milanesi sono  molto vicini al valore delle rispettive squadre. Per l'Inter, che ha gestito malissimo la vicenda Icardi che ha causato tanti danni alla stagione, il campionato al momento vede un terzo posto che rispecchia il livello di chi precede e di chi sta dietro. Spalletti ha ripetuto gli errori della scorsa stagione con una amnesia fisica e di gioco per i soliti tre mesi da Dicembre a fine Febbraio: ha compromesso con un folle atteggiamento d'attesa una qualificazione in Champions ormai sicura, si è giocato una coppa Italia e una Europa League  che erano ampiamente alla portata. Gattuso invece è partito male, poi con gli arrivi di Paquetà e Piatek ha rimpolpato un gruppo deludente, e sta facendo ottime cose, indipendentemente dal derby in cui però è bastata la mossa Vecino per fare saltare il banco.

I due tecnici non sono dei napoleoni della panchina, sono molto italianisti e fin troppo prudenti. Buoni per il momento attuale, ma non per il livello che le due milanesi dovrebbero avere a livello internazionale. Se le compagini meneghine ormai solo per residenza fiscale e  per l'arena in cui giocano, vorranno fare il salto di qualità dovranno cacciarli. Un po' come accade alla Juventus, dove Allegri ha commesso danni inenarrabili con le sue tremebonde paure e mentalità, e ci è voluto un Cristiano   Ronaldo e una rosa inattaccabile soprattutto in Italia per coprirne le magagne. Ma Inter e Milan non solo non hanno un CR7 dalla loro, ma hanno società che non sono ancora all'altezza di chi li ha preceduti: con dietro una spinta giusta e competenze non rinviabili anche i tecnici sarebbero costretti a rivedere le loro idee che spesso sembrano anche frutto del caso.

Se Inter e Milan vorranno avvicinare la Juventus  i  loro condottieri dovranno avere  a disposizioni rose idonee e una mentalità vincente che al momento non è presente. Bisogna far correre di più e meglio le squadre e avere una idea di gioco. E soprattutto coraggio: tanto coraggio.

AC Milan v FC Internazionale - TIM Cup
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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