Spalletti come Ulisse con Polifemo

L'Inter segna tre gol in otto partite, Spalletti svela tutte le sue contraddizioni, la vanità è un peccato capitale

di Francesco Poli
Francesco Poli
(34 articoli pubblicati)
FC Internazionale v AS Roma - Serie A

Per l'Inter pareggiare con Juventus, Lazio, Fiorentina e Roma può essere non così male. Perdere con Udinese e Sassuolo, pareggiare con il Pordenone (poi vincendo ai rigori), pareggiare con il Milan (poi perdendo ai supplementari), può far pendere la bilancia sul segno negativo. Quattro punti in sei partite non possono fare stare allegri. 

Nel complesso, in queste otto partite si rimane a secco cinque volte, si segna un golletto inutile (Icardi) con l'Udinese, un altro più utile con la Fiorentina (sempre Icardi) e uno salvifico con la Roma (Vecino). Perisic? Non pervenuto. E nemmeno Candreva, che in questa stagione non ha mai segnato. Tre gol in otto partite dicono tanto: il messaggio è: Non c'è gioco.  

Solo sei gol subìti (uno ai supplementari) in queste otto partite dicono che abbiamo un portiere e due centrali eccezionali, che siamo solidi e anche qualche mediano oggi nell'occhio del ciclone serve a qualcosa. Già, perchè il tifoso interista tende a prendersela con i gregari, a sottolineare con la matita rossa l'errore difensivo, ma come abbiamo visto la fase difensiva nel complesso sta andando benino, ma che fine ha fatto l'attacco? E il gioco? Gli schemi? 

Spalletti va in sala stampa a dire che questi giocatori non hanno carattere e chi non ha carattere ora starà fuori, in precedenza si era vantato pubblicamente dicendo che a questi giocatori gli fa credere di essere più forti di quello che sono, come Ulisse che inganna Polifemo, ma poi soccombe alla propria vanità rivelando la sua identità al mostro. Il tecnico di Certaldo già aveva fatto qualcosa di simile svelando ai giornalisti di volere rinforzi, ma di non poterlo dire (e intanto lo dice) per non demoralizzare i giocatori. 

Una strategìa comunicativa decisamente contraddittoria e pure un po' stramba, ma l'Ulisse toscano sà come farsi perdonare tutto e diventare il vate della parte viscerale del tifo interista: ad ogni conferenza stampa attacca aspramente l'inviato di Tuttosport, poi fa finta di litigare con lo studio di Mediaset e il gioco è fatto. Per gli altri, i vecchi tifosi un po' più esigenti e meno ingenui, ci vorrà ben altro di palla a Candreva e cross per Icardi.

Fonte: l'autore Francesco Poli

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