La nuova Inter di Conte si presenta

Un Inter che profuma di pazzia debutta in questa serie A con un adrenalinico 4 a 3 alla Fiorentina. Promossa o bocciata?

di Giacomo Bassi
Giacomo Bassi
(2 articoli pubblicati)
FC Internazionale v ACF Fiorentina - Ser

 Inter Fiorentina è stata una partita bella ed emozionante. Si è rivista la pazza Inter, quell’indole innata che però Conte proclamò immediatamente di voler cancellare dal DNA nerazzurro. Certe cose a volte non si possono cambiare. “E per fortuna”. Aggiungerebbe qualche interista che la sua squadra la ama e l’ha amata proprio per questo.
L’Inter si è presentata  in ottima forma atletica, ma è apparsa una compagine di tanti elementi separati per larghi tratti della partita. Quella macchina ben collaudata che non lasciava spiragli agli avversari e che ha condotto i nerazzurri fino alla finale di Europa League, sembra essersi smarrita tra i tanti nuovi (e vecchi) arrivi. 

La difesa è parsa disordinata e sbilanciata e quando si affrontano avversari come Chiesa, Ribery, Castrovilli e Bonaventura, è facile farsi del male. Tutti e tre i difensori centrali hanno fatto prestazioni a due facce, una dove hanno commesso diversi errori, nei movimenti e nelle coperture, cosa che ha fatto la differenza. Dall'altra parte invece nella fase offensiva la loro prestazione è stata ampiamente positiva, Bastoni al centro ha fatto una buona prova, di personalità, mostrando tutte le sue doti tecniche, ma nei raddoppi e nelle coperture ha commesso errori determinanti. Allo stesso modo D’Ambrosio e Kolarov hanno commesso diversi errori di posizionamento in fase difensiva ma si sono fatti vedere con costanza e precisione sulle fasce. Il vero problema è stato a centrocampo, non a caso reparto completamente rivoluzionato dai cambi. Brozovic è parso un po’ spaesato una volta liberato dai paletti del ruolo di vertice basso, troppa libertà non gli ha fatto bene. Eriksen non è riuscito nemmeno oggi ad essere incisivo. Barella invece ha giocato una grande partita e la cosa più sorprendente è la continuità di prestazioni che questo ragazzo dimostra ad ogni appuntamento. Sta diventando sempre più una certezza. Perisic e Young hanno fatto una buona prestazione ma poco incisiva, soprattutto l’inglese ha attaccato troppo timidamente. Considerando che si tratta della prima partita ufficiale, ci sono invece segni molto incoraggianti da parte dell’ex Bayern, che ha dimostrato che quel ruolo lo può fare e bene. I due attaccanti si sono dati da fare con insistenza ma senza grande successo nel primo tempo. Meglio l’argentino del belga il quale è colpevole di aver sbagliato due colossali occasioni da goal ma che ha lottato su ogni pallone, si è mosso e ha cercato di dialogare con i compagni facendo da sponda senza però mai essere troppo preciso. Un piccolo ritardo di condizione nel suo caso era prevedibile. Lautaro che non era partito benissimo non ha mai però rallentato i giri, sia nel pressing che nell’andare a fare male. I due goal sono entrambi figli delle sue grandi doti, quelle tecniche e quelle caratteriali. Non ha lasciato nemmeno una palla senza lottare.

Ciò che più di tutto rimane però di questa partita è l’ultima parte. I cambi di Sensi e Hakimi hanno cambiato la squadra, in particolar modo il giovane centrocampista italiano ha dato vitalità e imprevedibilità alla trequarti nerazzurra. Quando poi Conte ha inserito Vidal, Nainggolan e Sanchez abbiamo appurato quante soluzioni tattiche abbia a disposizione quest’anno l’allenatore pugliese che con un solo cambio, ha potuto risistemare la formazione, passando ad un 4 4 2 a rombo perfettamente interpretato.
Si è vista una squadra con tanta qualità e tanta esperienza. Una squadra che ha avuto la forza di ribaltare il risultato e poi l’intelligenza di sedare la partita fino al fischio finale.
È un Inter forte quella che esce da questa prima partita di campionato, con una rosa lunga, competitiva e completa. Manca solo un difensore e una volta che De Vrij sarà nuovamente titolare, Conte avrà a disposizione una macchina capace di tagliare il traguardo anche per prima. Poi toccherà a lui guidarla fino alla vittoria.

Fonte: l'autore Giacomo Bassi

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