Non spegnete le Luci a San Siro

Milan ed Inter verso il nuovo stadio: sta per calare il sipario su un impianto che ha fatto la storia del calcio

di Massimiliano Gatta
Massimiliano Gatta
(11 articoli pubblicati)
San Siro

Luci a San Siro non ne accenderanno più. Così si conclude quella stupenda poesia in musica di Roberto Vecchioni, così quelle note delicate ed intense, cariche di nostalgia per la gioventù passata, per un amore ormai finito,  per una musica non ancora prigioniera dei meccanismi commerciali, compongono una colonna sonora in cui ciascuno di noi può riconoscersi.

Per un amante dello sport, poi, San Siro è anche molto di più. E' il palcoscenico delle grandi sfide e delle grandi imprese; è lo sfondo ideale per essere consacrati come campioni al pari del Santiago Bernabeu in Spagna o di Wembley in Inghilterra. Non c'è bambino appassionato di calcio in questo paese che non abbia sognato almeno una volta di segnare un gol a San Siro e di correre subito dopo  sotto i suoi  anelli  per ricevere l'applauso del pubblico.

Per questo la decisione delle due squadre milanesi di costruire un nuovo stadio, proponendo la demolizione del vecchio, lascia una sensazione di grande amarezza, perché San Siro non è soltanto uno stadio bellissimo: è un luogo dell'immaginario collettivo. E' un simbolo milanese e dell'Italia intera, è il prato verde dove da bambino hai visto giocare Mazzola e Rivera, Burnich e Facchetti e dove, generazione dopo generazione, i grandi campioni hanno alzato trofei e regalato emozioni.

Credo che poche cose Francesco Totti rimproveri a Luciano Spalletti come quella di non averlo fatto entrare in campo un'ultima volta a San Siro, nemmeno per un minuto, con la Roma padrona del campo ed avanti 4-1 sul Milan. Una mancanza di sensibilità incomprensibile, perchè la standing ovation che il pubblico di Milano gli avrebbe tributato sarebbe stata il degno suggello di una carriera leggendaria prima dell'abbraccio infinito  del suo Olimpico il 28 maggio 2017. 

Le grandi storie nella vita hanno sempre un inizio ed una fine;  se, però, non siamo riusciti mai nemmeno a chiamare Giuseppe Meazza questo stadio, sarà davvero difficile immaginare il giorno in cui davvero Luci a San Siro non ne accenderanno più.

Fonte: l'autore Massimiliano Gatta

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