L’Interismo del 2018: atto di fede o coraggio puro?

Perché tifare Inter nel 2018? Ecco che significa festeggiare 110 anni in un ambiente incomprensibile

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(29 articoli pubblicati)
MILAN ITALY - MARCH 09 Walter Zenga Ron

E' da poco passato l'effetto di Inter-Napoli e sopratutto della settimana in cui ha visto la squadra nerazzurra compiere 110 anni. Ha colpito il fatto di veder premiate diverse generazioni del club di via Durini, quella della Grande Inter, dell'Inter dei record e quella del Triplete. La domanda, diceva il saggio, sorge spontanea: cosa può insegnare o far innamorare l'attuale generazione di piccoli tifosi?

Non ricordiamo facendo mente locale un così drammatico tracollo di una squadra che dal tetto del mondo finisce nell'anonimato, che da quella coppa sollevata nel 2010 gioca l'ultima partita di Champions nel 2012, colpita da un gol di Brandao del Marsiglia. Essere interisti oggi rasenta il masochismo. La squadra che fu di Moratti passa in mano ad un indonesiano che fiuta l'affare in un bilancio molto in rosso e presentandosi dicendo: "Ventola è il mio giocatore preferito" fa intuire una scarsa predisposizione alla storia calcistica del club.

Ma non è tutto. Erick Thohir considera l'Inter un vero e proprio business, acquistando i giocatori prestando il suo denaro, ossia, vi do una cifra del mio patrimonio per acquistare Hernanes ma poi metto gli interessi e ci guadagno. Inutile dire che l'esperimento dura pochissimo e qui entrano in gioco Suning e la nuova proprietà orientale. Visti gli enormi e folli investimenti che la Cina fa per avere stelle (o presunte tali) per il campionato locale ci si illude che presto anche Messi potrebbe vestire il nerazzurro.

Niente di più lontano dalla realtà, l'Inter viene colpita regolarmente da giornali e tv, saltano fuori scoop a luci rosse e bilanci con perdite stratosferiche e da qui nasce un fenomeno sempre attuale: l'Interismo. L'Interismo è la capacità di amare oltre i confini dell'essere umano una squadra che riesce a far macelli con le proprie mani, salvandosi sempre per un orgoglio smisurato e una follia degna di un manicomio.

Resta così Massimo Moratti, espressione massima di Interismo che compra, spende, soffre e spesso non raccoglie ciò che semina, passando per un rigore mancato nel 1998 al 5 maggio 2002, con il Triplete che regala gioie ma non fa dimenticare il passato. "Tifare Inter ti prepara alla vita" dicono tanti, dove tra alti e bassi esistono curve improvvise dopo facili rettilinei e discese semplici dopo che la salita sembra impossibile. Questo è il mondo nerazzurro. Racconteremo all'attuale generazione che non ci si potrà innamorare di campioni come Zenga, Zanetti, Matthaus o Ronaldo (i premiati della Hall of Fame 2018) ma che varrà sempre la pena appassionarsi ad una squadra che nel bene o nel male sarà capace di tutto. 

Fonte: l'autore Francesco Fiori

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