La settimana degli alibi, da Buffon a Spalletti

Una settimana calcistica caldissima, in Europa "si può fare!" e in Italia l'Inter deve andare oltre il fatalismo

di Francesco Poli
Francesco Poli
(34 articoli pubblicati)
Atalanta BC v FC Internazionale - Serie

E' stata una settimana caldissima per il calcio italiano, noi interisti abbiamo vissuto con l'acquolina alla bocca questa settimana europea, vedendo le altre italiane dimostrare che il calcio spagnolo non è invincibile e come diceva Gene Wilders in "Frankestein Junior", si può fare! Si può resuscitare il calcio italiano. Intanto, in mezzo la porta d'ingresso e la porta d'uscita a questo week continentale ci ha visto a livello nazionale la porta non vedere proprio. Zero gol e ancora zero gol, con il Torino prima e con l'Atalanta poi e prima ancora nel derby recuperante del 4 aprile. Magra consolazione è che la difesa interista tiene, prendiamo un solo gol, quello del'ex Ljajic che ci condanna all'Olimpico Grande Torino e chiudiamo - come si diceva una volta - a reti bianche il confronto con i cugini rossoneri e il derby "minore" (senza offesa) contro l'Atalanta fisicata di Gasperini, l'ex con il dente sempre avvelenato.

Qualcuno ha parlato di sfortuna, sono invece giunto alla conclusione che il calcio sia un gioco molto meno fatalistico di quanto dicano certi filosofi-professori della pedata, che ci intimano di non guardare il risultato, sempre bugiardo, sempre folle, sempre superficiale. E invece no, sono proprio arrivato ad un punto della mia vita di tifoso, appassionato e sportivo in cui credo che il risultato sia un fatto, e sopratutto sia nel 90% dei casi una logica conseguenza dell'andamento della partita o quantomeno di una serie di fattori, poi ovviamente esistono le sliding doors, come nella vita, poteva andare diversamente, ma diffidate di chi dice che il calcio non ha una logica.

E allora non è stata sfortuna la sconfitta dell'Inter a Torino, ma l'Inter ha sbagliato approccio alla gara, le parate di Sirigu,  a parte una, non sono state così eccezionali, i tiri quasi tutti centrali, le scelte di Spalletti cervellotiche, fino a non capire che con i granata che si difendevano a cinque bisognava mettere un altro attaccante in area affianco a Icardi, per poi mettere a tre minuti dalla fine... Ranocchia centravanti.

E Buffon? Che brutta figura, perchè il Real Madrid ha meritato nel computo delle due gare, il rigore era netto e lui per anni ci ha detto che parlare degli arbitri era l'alibi dei perdenti. Che figura Chiellini, che figura quell'ex portiere riserva di Zenga in nazionale negli anni '80, ma chi sbaglia è chi gli dà voce, gli dà spazio mediatico. Perchè non dare voce ai tanti juventini che hanno parlato di gara corretta?

Chiudiamo con la partita di ieri sera pareggiata dall'Inter con l'Atalanta allo stadio Atleti Azzurri di Bergamo: diciamo la verità, Spalletti pur di non schierare Karamoh ha completamente rivoluzionato la squadra mettendo almeno cinque giocatori fuori ruolo, poi ha tolto Rafinha e inserito Karamoh solo all'89'. Il grande allenatore è come il grande arbitro, è quello che non si nota e il calcio è più semplice e meno cervellotico di certi tecnici adulati. I giocatori sono e siano i protagonisti.

Fonte: l'autore Francesco Poli

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