La “ruota” Inter travolge il Genoa

La squadra nerazzurra batte l’unica squadra che finora è riuscita a fermare la Juve con un roboante cinque a zero

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(5 articoli pubblicati)
Inter

LA ROTAZIONE DI SPALLETTI – Il tecnico dell’Inter, Luciano Spalletti, per affrontare questa partita dell’undicesima giornata di Serie A contro il Genoa di Juric ha deciso di optare per una formazione rivoluzionaria rispetto all'ultima partita contro la Lazio. Un ampio “turnover” diremmo noi, ma non è d’accordo Spalletti. Secondo il tecnico interista, come ha già sottolineata più volte, all'interno della squadra sono tutti titolari e tutti schierabili; il mister puntualizza il fatto che lui non boccia nessun giocatore, non fa rifiatare, non fa turnover: lui sceglie. Un termine che ha in un certo senso accettato è quello della “rotazione” della squadra rispetto all'undici titolare che aveva affrontato la Lazio. Quindi ecco che viene riproposto Joao Mario nella posizione di mezzala del 4-3-3, Dalbert occupa il ruolo di terzino sinistro, Gagliardini è l’altra mezzala e Lautaro Martinez sostituisce Icardi.
 
LA PARTITA – Fin dall'inizio della partita la squadra di Spalletti prende in mano il pallino del gioco e inizia ad attaccare e creare pericoli ad un Genoa che sembra restare un po’ sulla difensiva, come per aspettare l’occasione giusta per tentare qualche contropiede fulminante. La partita si mette subito bene per l’Inter: al 14’ Gagliardini realizza il gol del vantaggio dopo un’azione un po’ caotica. Il gol del 2 a 0 arriva soltanto due minuti dopo ed è ancora un gol italiano: Politano riceve palla e beffa Lazovic che aveva ripiegato in difesa, si immola verso la porta e incrocia col sinistro battendo Radu. Nella ripresa arriva il gol del 3 a 0 che chiude definitivamente la partita, a bucare la rete è ancora Gagliardini che realizza quindi la prima doppietta della sua carriera in Serie A. Il centrocampista italiano è bravo a farsi trovare pronto e a ribadire in rete il pallone dopo un miracolo di Radu su Perisic. Sul finire della partita l’Inter dilaga. Il quarto gol lo segna un rinato Joao Mario con un sinistro dal limite dell’area e il quinto gol lo realizza Nainggolan a pochi minuti dal suo ingresso in campo, che segna di testa dopo un cross di Joao Mario dalla destra.

 LA RIVINCITA DEI SOTTOVALUTATI – Se pensiamo all’Inter di certo tra i primi giocatori che ci vengono in mente non ci saranno Dalbert, Gagliardini e Joao Mario (che per alcuni era addirittura fuori rosa). Ebbene, Sabato pomeriggio questi ragazzi si sono dimostrati professionisti esemplari e giocatori di talento. Un talento a volte apparso solo a sprazzi ma che ,all'interno di un meccanismo quasi perfetto che è riuscito a creare Spalletti, emerge e viene esaltato. Per Dalbert una buona partita su e giù per la fascia con una buona fase difensiva. Gagliardini probabilmente è stato l’uomo partita non che autore di una doppietta. Joao Mario è l’unico che può “competere” con Gagliardini per essere eletto uomo partita; per il centrocampista portoghese sono arrivati gli applausi di San Siro che lui sperava di ricevere al posto dei fischi degli ultimi anni: Joao ha deliziato il pubblico con grandi giocate, un gol e due assist.
 
A TESTA ALTA MA SOLO SE È SULLE SPALLE – Dopo una vittoria così schiacciante è facile lasciarsi andare ai facili entusiasmi, soprattutto se questa viene dopo altre sei vittorie di fila in campionato. È giusto esaltarsi ed alzare l’asticella delle aspettative di campionato ma è opportuno restare con i piedi per terra. È vero che questa sembra la migliore Inter degli ultimi anni ma è pur vero che molti giocatori facevano parte anche di quella Inter che deludeva e perdeva anche contro il Be’er Sheva fino a pochi anni fa. Allora la cosa da fare è appoggiare questi ragazzi e questo allenatore continuando ad affollare in massa lo stadio ad ogni partita dimostrandogli il nostro affetto. La cosa da non fare è montarci la testa pensando di poter già competere “facilmente” contro Napoli e Juventus, due squadre che per organico e gioco restano superiori alla nostra e per questo vanno ancora rispettate e temute.

Joao Mario
Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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