Juventus-Inter, il giorno dopo: amarezza e consapevolezza

La Juventus batte l'Inter per 1 a 0 con il gol di Mandzukic

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(16 articoli pubblicati)
Il palo di Gagliardini

LA PARTITA

Il derby d’Italia era tra le partite più attese dell’anno e le due squadre non hanno deluso gli spettatori disputando una bella partita con ritmi alti, scontro tattico tra i due allenatori e belle giocate. Per buona parte del primo tempo l’Inter è sembrata più propositiva: riusciva a uscire bene a centrocampo e a creare occasioni da gol. La più nitida tra le occasioni è quella capitata tra i piedi di Gagliardini: dopo una bella azione corale dell’Inter, Gagliardini entra in area, riceve la sponda di Icardi e col sinistro mastica un po’ il pallone che va a sbattere sul palo. Le difese di entrambe le squadre hanno retto molto bene, in particolare i centrali, Chiellini su tutti. Nel secondo tempo è salito il pressing della Juve che ha messo in difficoltà il palleggio nerazzurro. Al 66’ la Juve realizza il gol del vantaggio sfruttando la prima grande occasione della partita: Cancelo trova spazio sulla sinistra, mette al centro per Mandzukic che non perdona e gonfia la rete.

L’AMAREZZA

A fine partita resta l’amarezza e il rimpianto per non aver sfruttato adeguatamente le poche occasioni concesse dalla Juventus. Col senno di poi, in molti avrebbero sperato che quell'occasione lì non fosse capitata sui piedi di Gagliardini ma di un giocatore con caratteristiche più offensive. A diversi tifosi ha fatto storcere il naso il cambio effettuato da Spalletti che ha tolto dal campo quello che probabilmente era il migliore in campo, Politano, per mettere Borja Valero a centrocampo e slittando Joao Mario sulla destra. L’intento del mister era migliorare il palleggio del centrocampo che era andato in difficoltà nel secondo tempo ma la scelta di mettere Joao Mario sull'esterno si è rivelata infelice (proprio da quel lato è nato il gol della Juve).

LA CONSAPEVOLEZZA

L’Inter esce dall’Allianz Stadium a testa alta, sapendo di aver fatto una buona partita e di aver messo in seria difficoltà la squadra più forte d’Italia. Il giocatore più atteso della partita, il fuoriclasse portoghese col numero 7 sulle spalle, ha deluso (non solo per demeriti suoi ma anche per l’ottima prestazione difensiva dei difensori nerazzurri). Per lui soltanto alcune giocate di prestigio un po’ fini a se stesse e buone per esaltare i tifosi. La consapevolezza è che questa Inter, nello scontro diretto, può giocarsela alla pari con tutti. Se l’anno scorso questa squadra (la maggior parte dei calciatori presenti in campo erano gli stessi dell’anno scorso) andava allo Stadium a prendersi un punto, disputando una intera partita di difesa e sofferenza, oggi la stessa squadra ha dettato i ritmi del gioco per buona parte del primo tempo ed ha saputo essere pericolosa.

A TESTA ALTA VERSO IL PSV

Se per Allegri il match più importante non era quello contro l’Inter ma quello contro lo Young Boys, allora lo stesso discorso vale ancor di più per l’Inter. Martedì sera si giocherà la partita più importante della stagione, in casa contro il PSV (sono previsti più di 65 mila tifosi a San Siro). L’Inter è chiamata alla vittoria ed è costretta a sperare nella non vittoria del Tottenham al Camp Nou. 

Chiellini e Szczesny
Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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