Javier Zanetti: essere capitano. Il compleanno di una leggenda

Javier Zanetti spegne oggi 46 candeline. Gli auguriamo un buon compleanno e lo celebriamo attraverso le parole del suo ultimo libro

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(64 articoli pubblicati)
Javier Zanetti

Di bandiere nel calcio ce ne sono state tante: campioni, capitani, leader… Javier Zanetti però è speciale, e non solo per gli interisti. La professionalità, la lealtà, il rispetto, sono valori che Javier ha sempre incarnato e portato dentro e fuori il campo da gioco, qualità da grande uomo riconosciute da tutti gli sportivi e tifosi di squadre avversarie. Cosa è stato Zanetti calciatore? I ricordi nella mente di un interista sono tanti. Il primo pensiero va inevitabilmente alla magica notte del 22 Maggio del 2010 a Madrid, con la coppa dalle grandi orecchie sopra la testa del capitano. Poi le galoppate sulla fascia col pallone sempre attaccato al piede, i muscoli delle sue gambe, l’aspetto sempre sistemato, l’attaccamento alla maglia. Il bene dell’Inter sopra ogni cosa. Le lacrime di nonni, genitori e figli, tutti davanti al televisore ad osservare increduli la scritta “JZ4ever” della notte del suo addio al calcio.

Tuttavia non a tutti è chiaro cosa sia Javier Zanetti adesso. Vicepresidente dell’Inter, ovvero “colui che deve relazionarsi con tutti i manager delle altre aree della società: la comunicazione, il finanziario, il sociale”. “Deve conoscere i vari linguaggi, i codici, gli strumenti, e deve spesso fare delle sintesi”. Ma è come se non avesse mai smesso di essere il capitano dell’Inter, non solo per l’amore immutato dei suoi tifosi. Javier continua a portare con orgoglio la fascia da capitano nelle varie partite ed iniziative dell’Inter Forever. È il simbolo dell’Inter, la prima persona che incontrano i nuovi arrivati nella famiglia nerazzurra, per capire cosa sia l’Inter. 

CAPITANO PER IL SOCIALE
Da anni impegnato per il sociale, Zanetti ha fondato insieme alla moglie Paula la fondazione Pupi, attiva nei posti più malfamati del Sudamerica e dell’Africa, per offrire un futuro ai bambini e toglierli dalla strada. Sul suo libro possiamo leggere: “Mi piace la parola beneficenza che per me è solidarietà e responsabilità. Ancora più in generale mi piace di parlare di etica, perché, secondo me, senza etica non c’è impresa che abbia senso e prospettive”. Ma non c’è solo la fondazione. L’attività dell’Inter per i meno fortunati si sviluppa con i campus e con l’Inter in the Community, iniziativa che Javier tiene a  spiegare in cosa consiste: “andiamo sul territorio, negli ospedali, nelle carceri minorili, alle iniziative contro il razzismo”. Partecipano calciatori della prima squadra, delle giovanili, calciatrici dell’Inter femminile, magazzinieri e altri operai. “Non siamo solo una squadra, siamo una famiglia. È questo a farmi dire che io sono un interista, per sempre e per natura."

CAPITANO METICOLOSO
El Tractor nel suo libro si racconta: la sua infanzia, i suoi modi di fare, i suoi riti. Un intero capitolo è dedicato alla cura dei propri strumenti, aspetto appreso dal padre muratore, che tornando a casa la sera, puliva accuratamente tutti i suoi strumenti. Come il padre faceva con la cazzuola, Javier comincia a farlo con i suoi scarpini, prima, e con il suo laptop e la propria cravatta, adesso. 

CAPITANO SILENZIOSO
Il capitano argentino ci parla di cosa sia essere capitano per lui, di come deve essere il rapporto con i compagni e con gli arbitri. La leadership in un gruppo che va mantenuta, anche senza utilizzare toni alti e aggressivi. “Urlare non serve. Non voglio essere un capitano di quelli che scambiano la fascia per un megafono. Non penso che alzando  la voce la gente ti segua di più. La lealtà è il rispetto tradotto in pratica, è un sentimento che diventa comportamento concreto. È il rispetto delle regole, della parola data, dei propri doveri, dei compagni e degli avversari”. E poi continua: “Credo che non si riesca a trovare nelle  1114 partite ufficiali che ho giocato un episodio in cui abbia fatto il furbo, uno scontro in cui mi sia buttato”.

AUGURI
La notte di San Lorenzo del 1973, a Buenos Aires nasceva una stella destinata a non cadere mai. Auguri di buon compleanno Javier, da parte di tutti noi.

Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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