Una meravigliosa Inter schianta quel che resta della Juve tricolore

Mai in partita i bianconeri di Andrea Pirlo, umiliati più di quanto dica il punteggio dai nerazzurri di Antonio Conte che hanno giocato la partita perfetta

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(404 articoli pubblicati)
Barella

L'Inter è la vera favorita per lo Scudetto: più del Milan dei miracoli di Stefano Pioli, molto più della Juventus vista a San Siro contro le furie nerazzurre.

Una squadra finalmente compatta dietro, forte a centrocampo, dura e tenace in avanti con un'unica pecca: l'incredibile serie di occasioni buttate al vento.

Ebbene sì, il divario tra l'Inter e la Juventus doveva essere più netto del 2-0 finale: solo gli errori nelle conclusioni degli attaccanti hanno evitato una disfatta storica alla squadra del presidente Agnelli.

Doveva succedere, in casa bianconera, di non vincere come negli anni passati: era ovvio che, con tutti i cambi e le rivoluzioni dettate dal tentativo di "giocare bene" oltre che portare a casa gli Scudetti, sarebbe accaduto addirittura il contrario.

Nella scorsa stagione si parlava di Sarri come esonerabile quando, a questo punto del torneo, aveva dodici punti in più e la testa della classifica: perché la scommessa Pirlo non può essere messa in discussione?

Antonio Conte, maestro di corse a tappe come il campionato di Serie A, ha trovato la quadra: tignoso e testardo, come sempre, ha puntato sull'ex Arturo Vidal, che dopo una serie di prestazioni indecorose, nella gara più importante ha sbloccato il risultato con un bellissimo colpo di testa.

Ma è stato Nicolò Barella a spaccare in due la gara, probabilmente la consacrazione come top player la ricorderemo accaduta nel derby d'Italia: accelerazioni clamorose, giocate splendide e la sensazione costante di giocare un altro tipo di calcio rispetto agli statici centrocampisti bianconeri.

Il fantastico raddoppio del centrocampista sardo, su assist da 60 metri di Bastoni, formidabile difensore italiano dal piede sinistro educatissimo (un bene anche questo per la nostra nazionale di calcio), ha chiuso il match.

Un esaltante successo per l'Inter, un tracollo inaccettabile per la Juventus di Andrea Pirlo decisamente sul banco degli imputati.

Il "maestro" del centrocampo ancora deve fare esperienza in panchina e non sembra pronto per guidare i campioni d'Italia. Quello che si è detto negli anni, cioè che le vittorie non erano poi così scontate, era assolutamente vero.

In genere lo si capisce quando si viene detronizzati dopo una serie di vittorie: Allegri e il suo esonero sono stati un azzardo! Il tecnico livornese non esprimeva uno spettacolo esaltante, spesso sembrava avesse paura pure del buio quando affrontava le partite. Ma di calcio ne capiva, aveva un equilibrio e le sostituzione (che tutti sembravano in grado di fare al posto suo, ma non era vero), erano la sua arma: leggeva benissimo il match.

Andrea Pirlo invece non ha alcun carattere nel gestire la gara, secondo voci che si rincorrono si fida troppo dei senatori per fare la formazione: segno di grave debolezza. La sua idea innovativa di calcio offensivo con difesa altissima non si è mai vista. Né può essere un alibi l'assenza di Dybala, De Ligt, Cuadrado e Alex Sandro per giustificare una prestazione disastrosa come quella di ieri.

Antonio Conte invece può gongolare: è una bellissima Inter la sua, che si deve mangiare le mani solo per l'irreparabile eliminazione dalla Champions League (per cui il tecnico leccese non è assolutamente capace di competere). Ha giocatori forti, come tra gli altri il meraviglioso Hakimi, Lukaku (che ha vinto la gara di wrestling con Chiellini) e Lautaro Martinez oltre a quelli citati. Ed ha una rosa profonda, al netto dei folli stipendi di alcuni inutili panchinari.

Lo Scudetto è fondamentale per il futuro dei nerazzurri che stanno per cambiare molto in società, a causa della crisi economica pandemica, e quest'anno sembra davvero alla portata. E, dopo 9 anni di dominio bianconero, sembra giunto il momento di cambiare sede al tricolore.

Se non ora quando?

Festa
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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