Inter, rivoluzione Primavera: plusvalenze reali o fittizie?

Un viaggio nel mondo di Ausilio, tra giovani, investimenti, rischi e plusvalenze

di Fabio Di iasio
Fabio Di iasio
(3 articoli pubblicati)
FC Internazionale Training Session

Qualche giorno fa è iniziato ufficialmente il calciomercato ma, considerata anche la  chiusura anticipata al 17 agosto, molte squadre si sono portate avanti con i lavori concludendo già numerose trattative nel mese di giugno, sia per sbaragliare la concorrenza, sia per mettere una toppa ai buchi di bilancio e rispettare il Fair Play Finanziario, che come una spada di Damocle, ondeggia sulla testa di molte società.

Tra queste rientrano inevitabilmente Roma e Inter, che hanno dovuto muoversi con insistenza e celerità in questo giugno per soddisfare i giudici di Nyon, approfittando della possibilità, concessa in deroga dalla Uefa,  di anticipare a bilancio le cessioni che, formalmente, apparterrebbero alla stagione successiva. 

Attenzione particolare hanno suscitato le operazioni messe in piedi dal ds nerazzurro Piero Ausilio, in quale è stato in grado di rispettare il dikat dei 45 milioni di plusvalenze voluto dall'Uefa senza sacrificare i big della prima squadra, rinforzandola addirittura con due nuovi giocatori del calibro di Nainggolan e Politano. 

Escludendo le cessioni di Nagatomo e Kondogbia, considerati ormai giocatori in esubero, gli addetti ai lavori hanno storto il naso e sollevato più di un dubbio sulle cessioni dei tanti giovani primavera, venduti in giro per le l'Italia a prezzi, secondo loro, esorbitanti, tanto richiamare la recentissima vicenda delle plusvalenze fittizie che ha portato al deferimento di Chievo e Cesena.

Capolavoro di Ausilio quindi o c'è veramente qualcosa sotto di losco? 

In Italia, si sa, siamo campioni di dietrologie, appena vediamo il successo dell'altro iniziamo a fantasticare su reati o illeciti commessi per raggiungerlo, senza mai pensare che forse un pò di merito sotto sotto c'è. Indispensabile quindi una piccola riflessione a riguardo. 

Bettella e Carraro (ceduti all'Atalanta per 12 milioni), Radu e Vailetti (ceduti al Genoa per 14 milioni più i prestiti con diritto di riscatto di due giovani promettenti), Odgaard (ceduto al Sassuolo per 5 milioni nell'affare Politano), Zaniolo ( ceduto alla Roma per 4.5 milioni nell'affare Nainggolan) e Manaj ( ceduto all'Albacete per 2 milioni)  sono i giovani coinvolti, quasi tutti ceduti a titolo definitivo con la recompra (escluso Zaniolo sul quale l'Inter mantiene solo una % sulla futura rivendita). 

Alla luce di queste operazioni, le considerazioni da fare sono due. In primis vanno sottolineati gli investimenti che l'Inter fa da anni sul settore giovanile, in grado poi di vincere due scudetti primavera consecutivi e svariati trofei con le varie rappresentative Under, attirando di conseguenza le attenzioni di numerose piccole/medie società. Odgaard e Zaniolo, per esempio, sono stati pagati lo scorso anno, 3 milioni di euro, Colindo, che oggi si raduna con la prima squadra, più di 2 milioni, nei prossimi giorni forse arriverà dallo Spezia un altro giovane talento, Mulattieri, per 1.2 milioni circa. Spese non indifferenti che non tutte le società sono disposte a sostenere. 

In secondo piano non va trascurata la modalità di vendita, il titolo definitivo con diritto di recompra. Questa modalità ha, sostanzialmente, sostituito gli infruttuosi prestiti secchi, che non valorizzavano a sufficienza i calciatori. In questo modo la società acquirente è incoraggiata a fare un investimento importante (tradotto, spendere una cifra più alta) su dei giovani, impegnandosi di conseguenza a valorizzarli in modo che possa esercitarsi la recompra, già prestabilita a cifre ben più alte di quella sborsata per il definitivo. 

Un intreccio che incastra alla perfezione le esigenze e le strategie di tutte le parti in causa, classiche operazioni di mercato e di investimento calcistico quindi,  che allontanano, se viste nella loro essenza, gli aloni di mistero e retropensiero e rendono omaggio a chi di giovani promettenti se ne intende e da anni ci investe. 

Fonte: l'autore Fabio Di iasio

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